Patto per la Scuola, il 3 agosto Bianchi convoca i sindacati: stipendi, contratto, reclutamento docenti i temi caldi

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Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha convocato le organizzazioni sindacali per il prossimo 3 agosto: l’oggetto dell’incontro è la ripresa dei lavori relativi al Patto per la Scuola, firmato dal Governo e i sindacati lo scorso maggio e poi rimasto in stand-by per diverse settimane.

La riunione che si terrà in via telematica il 3 agosto alle ore 9,30 dovrà dunque proseguire il confronto che era stato interrotto.

C’è infatti molta attenzione su come si procederà dato che su alcuni punti, il Governo sembra aver preso strade un po’ diverse da quanto stipulato, hanno fatto notare alcuni sindacati in queste settimane.

Reclutamento: serve un sistema a regime

Con la questione reclutamento archiviata per quest’anno scolastico, è chiaro che bisogna riflettere come intervenire in modo strutturale: il testo firmato lo scorso 20 maggio prevede “un’efficace programmazione e gestione dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome attraverso nuove procedure di reclutamento finalizzate ad assicurare la presenza di ogni figura professionale prevista dall’organico il primo settembre di ogni anno, per superare la difficoltà della ripresa annuale delle attività scolastiche, determinata dal numero di posti di personale dirigente, docente e ATA, DSGA e personale educativo non coperto dal personale di ruolo”.  E poi, “rendere le procedure per il reclutamento del personale scolastico regolari, per la selezione delle migliori competenze, perseguendo l’obiettivo di non alimentare il precariato anche tramite procedure semplificate e valorizzando la formazione del personale“.

Dunque adesso si dovrà pensare ad un sistema a regime che contempli sia la stabilizzazione del precariato sia l’avvio alla carriera da insegnante delle nuove leve. Partendo addirittura sulla formazione iniziale.

Rinnovo contrattuale e stipendi

Ma l’altro tema caldo del Patto per la scuola è quello del rinnovo contrattuale: in attesa del tavolo negoziale all’Aran, il Patto per la Scuola prevede “efficaci politiche salariali per la valorizzazione del personale dirigente, docente e ATA, con il prossimo rinnovo del contratto, tramite le risorse di cui al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione“.

Secondo gli ultimi conteggi dei tecnici del governo e dei sindacati di categoria il riferimento è la dote attualmente sul tavolo per i rinnovi degli statali (3,7 miliardi inclusi i 400 milioni aggiunti dalla legge di bilancio 2021) che dovrebbe garantire, secondo l’esecutivo, un incremento del 4,07% della retribuzione pari a circa 107 euro medi mensili.

Da questi, tuttavia, dovranno essere sottratti, spiegano fondi sindacali, i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco.

In totale, all’istruzione dovrebbero andare 1,7-1,8 miliardi, che garantirebbero – al netto di eventuali risorse aggiuntive – circa 87 euro di incremento medio lordo mensile, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018 firmato Valeria Fedeli.

In quell’occasione per i docenti era arrivato un aumento retributivo medio di 96 euro lordi al mese (da 80,40 euro minimi a 110 massimi, in base ad anzianità e grado di scuola).

Patto per l’Istruzione, c’è la firma: stipendi, reclutamento, formazione docenti e ATA, meno alunni per classe. TESTO [PDF] E INTERVISTE

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