Bianchi: “Chiunque verrà nel nuovo governo non ripartirà da zero”. Rischio democratico? “No, il Paese è solido. Il problema è combattere l’astensionismo”

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“Credo che chi verrà, chiunque verrà, sulla base delle considerazioni che farà il nuovo governo, potrà ripartire non da zero ma da tre”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a margine di un evento a Genova.

“Sono andato con due mandati molto chiari – ha spiegato il ministro -. Il primo, riaprire le scuole, che voleva dire riportare insieme i nostri ragazzi e insegnanti e lo abbiamo fatto l’anno scorso e quest’anno. Durante le due estati abbiamo fatto il grande piano di scuola d’estate in cui si presentavano i progetti che poi sarebbero seguiti in tutto l’anno. La seconda cosa era il Pnrr, che è molto vincolante: non ci sono margini perchè sono impegni assunti. Noi dovevamo investire le risorse e fare le riforme. Le riforme le abbiamo fatte, in particolare quelle legate alla scuola tecnica e professionale. E poi investire i 17,8 miliardi che avevamo: abbiamo investito 10 miliardi in edilizia che non hanno risolto tutti i problemi del Paese ma hanno dato una buona botta alla parte degli asili nido”.

“Abbiamo investito insieme con Colao – aggiunge – quasi 5 miliardi per la parte digitale: stiamo collegando 44mila edifici, compresi quelli sul picco della montagna, con banda ultralarga, che vuol dire non solo scuole collegate ma anche che in ogni paesino ci sarà una connessione che permette di lavorare e vivere lì. Abbiamo investito e stiamo investendo su Its e scuole tecniche e soprattutto sul recupero della dispersione scolastica che è un segno che va collegato con l’astensione”, continua.

Bianchi: “Per l’Italia non c’è rischio democratico”

“La Costituzione non è mai vecchiotta né vecchiona. La Costituzione è la legge base del Paese: si può ragionare, però mantenendo fede e sostanza allo spirito della nostra Costituzione”, aggiunge Bianchi che risponde indirettamente a Fratelli d’Italia che, con Francesco Lollobrigida aveva detto: “La Costituzione è bella ma ha 70 anni di età”.

E ancora: “La Costituzione è un sistema di equilibri, non si può prendere un pezzo alla volta. Bisogna ripensare tutto in modo che sia in equilibrio: per passare da un equilibrio all’altro bisogna pensare con grande attenzione, però non si prende un pezzo alla volta”.

Un rischio democratico per l’Italia? “Assolutamente no. Credo che il Paese sia assolutamente solido nella democrazia. L’unico problema che abbiamo è quello di riportare la democrazia a tutto il Paese, che vuol dire portare al voto, alla partecipazione e alla conoscenza anche coloro che questa volta hanno ritenuto di esprimere la loro posizione astenendosi”.

Sull’astensionismo: “Quando arriva a livelli così alti è un segnale di un forte malessere costituzionale, della parte fondante del Paese. Chi non è andato a votare non è che non abbia espresso un giudizio, lo ha espresso. In molti Paesi la partecipazione al voto è stata molto più bassa in Italia e si dice che si vota anche in questo modo, cioè non votando. È stata un’espressione che va presa con tutta la massima cautela e la massima attenzione”.

E ancora: “La democrazia è un oggetto molto delicato, che va trattato con molta attenzione e va soprattutto conosciuto. Abbiamo lavorato molto per un ritorno a un’educazione civica che non sia soltanto il vivere insieme, ma sia il vivere insieme conoscendo a fondo quello che ritengo la più bella delle Costituzioni”, ha concluso Bianchi.

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