Bianchi: “Bisogna andare oltre la lezione frontale, sperimentare forme alternative di didattica”

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Domenica scorsa il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è intervenuto a Piazza Maggiore, a Bologna, in un collegamento con gli studenti del Liceo Malpighi.  Un incontro in cui gli studenti hanno alternato le proprie domande, a cui Patrizio Bianchi a fornito una serie di lunghe risposte toccando i temi più diversi

“È tantissimo tempo che si percepisce il bisogno di andare oltre quella che si chiama ’lezione frontale’, cioè io che vado e voi che mi ascoltate. È molto tempo ormai che è chiaro che la condizione non può più essere questa, così come è molto tempo che si è maturata la necessità di metodi di coinvolgimento dei ragazzi che possono partire anche dall’attualità, per poi andare a costruire quelle fondamenta che sono essenziali per capire il passato e non avere paura del futuro. Tu non hai paura quando sei solido e allora devi anche poterti mettere sulle spalle dei giganti. Dall’altra parte – continua Bianchi – il problema è che invece noi abbiamo sempre avuto una scuola sequenziale. In Italia però ci sono già moltissime forme alternative, sperimentazioni, di una didattica laboratoriale, condivisa, esperienziale, emotiva”.

Sempre sul tema del futuro dell’istruzione, Bianchi ha poi specificato: “Tra le riforme che noi stiamo facendo ve ne sono tre importanti. La prima è la riforma dell’orientamento, cioè l’accompagnamento fin dalla scuola media, dei ragazzi nel loro percorso. Il secondo intervento che stiamo facendo è quello del rinnovo complessivo del sistema scuola. Infine, c’è anche un’idea di ripensamento della didattica basata su grandi aree integrate”.

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