Bianchi: “Alla scuola media il massimo della dispersione scolastica. Diventi fase di accompagnamento per trovare la propria strada”

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Qual è la scuola che vogliamo? “Per me deve essere nazionale, inclusiva e affettuosa”. Utilizza tre aggettivi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenendo, tramite un videocollegamento, a ‘Futura 2021’, la tre giorni promossa dalla Cgil, per descrivere la scuola del futuro.

Nazionale, spiega, perché vi sia “una scuola di uguali diritti e opportunità per tutti i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi del nostro Paese. Abbiamo troppe disparità tra Nord e Sud, tra le aree centrali e quelle periferiche, tra generi e condizioni sociali. Inclusiva: “una scuola in grado di diventare quel luogo della nostra società in cui abbiamo finalmente la capacità di accogliere le persone“. Affettuosa: “una scuola capace di essere maestra di affetti e di rispetto. Viviamo una società troppo violenta, specie nei confronti delle donne. Una scuola affettuosa – aggiunge – è quella in cui non viene meno la capacità di competenza disciplinare che deve però essere gestita all’interno di un rapporto tra persone che faccia crescere finalmente gli affetti, il rispetto, il diritto ad essere parte di una comunità. Su questi tre aggettivi noi stiamo lavorando“.

Anche di fronte alla pandemia la scuola ha funzionato a marce diverse. Abbiamo sicuramente la criticità della scuola media, è chiaro che ci dobbiamo ragionare perché è lì che abbiamo il massimo di dispersione scolastica. Non vogliamo che diventi il triennio di frattura ma fase di accompagnamento in cui ognuno può trovare la propria strada”, ha detto Bianchi.

Dobbiamo anche tornare a ragionare sulle scuole superiori“, ha aggiunto.

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