Bianchi: “A settembre scuola in presenza. Ma sarà diversa dal passato”

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“Sarà una presenza diversa dal passato, in cui finalmente potremo apprezzare di più la condivisione e la socialità. Sarà una normalità in presenza in cui però useremo tutti gli strumenti perché non si butta via quello che abbiamo fatto”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage.it.

A me piacerebbe questo, ad esempio: che nella nuova normalità i ragazzi di una scuola di Napoli possano condividere le loro attività con una scuola del Piemonte, oppure che una scuola di Napoli, di Milano o di Palermo, potessero condividere attività con una scuola di Dusseldorf, di Praga o di Bratislava“, prosegue Bianchi.

E ancora: “Mi piacerebbe che i nuovi strumenti possano essere usati con la coscienza di avere nuovi strumenti, per cui io so scrivere – e saper scrivere è importante perché significa avere il controllo della parola – ma so usare anche un video, l’immagine, il suono, la musica“.

Io credo -prosegue Bianchi – che noi abbiamo di fronte una grandissima opportunità per il nostro Paese: dimostrare che anche dopo la sofferenza si può imparare, che vuol dire non solo apprendere ma cambiare noi stessi. Questo è un Paese che deve cambiare nel profondo, e il profondo è quello di diventare più orgogliosi di quelli che siamo“.

Il Ministro sulla scuola del futuro sembra avere un’idea precisa: “Vorrei una nuova normalità fatta di un Paese più conscio di quello che siamo, dei limiti ma anche delle capacità. Vorrei una scuola che fosse più capace di sentirsi il centro della nostra comunità nazionale. Vorrei una scuola in cui non soltanto la sicurezza dei corpi ma delle persone fosse diffusa e condivisa.

“Quindi io non mi auguro di tornare alla normalità pre pandemica ma di costruire una nuova normalità, che sia per tutti, in cui tutti i ragazzi del nostro Paese, in qualsiasi posto abbiano avuto le proprie origini, sentano di avere gli stessi diritti e sentando di diventare anche portatori degli stessi doveri- Sarà una presenza diversa dal passato, in cui finalmente potremo apprezzare di più la condivisione e la socialità. Sarà una normalità in presenza in cui però useremo tutti gli strumenti perché non si butta via quello che abbiamo fatto”, conclude Patrizio Bianchi.

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