BES, quando si può e quando si deve redigere il PDP

di Nino Sabella
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I Bisogni Educativi Speciali (BES) sono svariati e racchiudono, oltre alla disabilità e ai disturbi specifici d’apprendimento (DSA), anche difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o determinato dalla non conoscenza della lingua e della cultura italiana.

Non sono ormai rari i casi in cui i consigli di classe sono chiamati ad affrontare casi di alunni con BES e redigere, qualora ne ricorrano le condizioni, un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Direttiva BES

Disabili e DSA beneficiavano, ancor prima delle direttiva sui BES, e beneficiano tuttora rispettivamente del sostegno e di misure dispensative/compensative e interventi di personalizzazione della didattica (legge n. 104/92 e legge n. 170/2010).

Con la direttiva sui BES del 27/12//2012 anche gli alunni con difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o perché stranieri, possono essere oggetto di interventi di personalizzazione, formalizzati nel PDP.

La normativa di riferimento è costituita dalla suddetta direttiva sui BES del 27/12/2012, dalla CM n. 8/2013 e dalla CM n. 2563/2013.

PDP

La direttiva prevede (paragrafo 1.5) la possibilità di adottare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato,

I consigli di classe, inoltre, sulla base della documentazione clinica prodotta dai genitori e di considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico, possono far ricorso,  per tutti gli alunni con BES,  agli strumenti compensativi e dispensativi previsti dalla legge n. 170/2010 per gli allievi con DSA.

La circolare del MIUR n.8/2013 ha per oggetto proprio la direttiva del 2012 e di essa evidenzia la portata innovativa perché estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla legge n. 53/2003.

La circolare ribadisce l’obbligo, per gli alunni disabili e quelli con DSA, di presentare la certificazione in modo da usufruire dei benefici previsti dalla legge, e chiarisce che i consigli di classe o team di docenti (per la scuola primaria) hanno il dovere di indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative.

Si evidenzia, inoltre, che la presa in carico degli alunni con BES deve essere frutto di una stretta collaborazione tra  scuola e famiglia.

L’avvio di un percorso di individualizzazione e personalizzazione deve essere deliberato dal consiglio di classe (o team di docenti per la scuola primaria), per poi procedere alla redazione di un PDP firmato dal dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia.

PDP in assenza di certificazione

Qualora si proceda alla stesura di un PDP, in assenza di certificazione clinica, il consiglio di classe o team di docenti deve motivare, verbalizzandole, le motivazioni che hanno determinato la personalizzazione dell’apprendimento, sulla base di considerazioni di carattere pedagogico-didattiche.

PDP in caso di certificazione

Nel caso di alunni con DSA, che abbiano una certificazione rilasciata da una struttura privata, la circolare raccomanda di adottare, in attesa della certificazione rilasciata da una struttura pubblica, le misure previste dalla legge n. 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team di docenti ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze riconducibili al disturbo.

PDP: quando è obbligatorio e quando no

La CM n. 2563/13 chiarisce che, nel caso di richieste di genitori corredate da diagnosi che non hanno dato diritto a certificazione di disabilità o di DSA, il consiglio di classe (o team di docenti) è pienamente autonomo nel decidere se procedere alla redazione o meno del PDP, verbalizzando, nell’uno o nell’altro caso, le motivazioni della decisione.

Nel caso di alunni stranieri, leggiamo ancora nella circolare, essi necessitano principalmente interventi volti all’apprendimento della lingua italiana e solo eccezionalmente si può far ricorso a un PDP.

Conclusioni

In conclusione, possiamo affermare che il consiglio di classe:

  • è obbligato a redigere un PDP in presenza di richiesta dei genitori corredata da certificazione di disabilità o DSA;
  • negli altri casi è “peculiare facoltà” del consiglio o team di docenti individuare casi specifici per i quali sia utile attivare percorsi di individualizzazione e personalizzazione, formalizzati nel PDP, che rimane valido per un solo anno scolastico.
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