Bes e inclusione scolastica, tra timori dei docenti, entusiamo delle associazioni e problemi burocratici

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Alcune recenti dichiarazioni del ministro Carrozza – scrivono in una nota le  due principali federazioni di persone con disabilità, Fand e Fish –  hanno generato, da alcune parti, contestazioni e reazioni negative: il tema è quello degli insegnanti di sostegno, che temono tagli, e della futura applicazione delle disposizioni sui BES, per affrontare i quali i docenti dovrebbero ricevere una specifica formazione.

Giulia Boffa – Alcune recenti dichiarazioni del ministro Carrozza – scrivono in una nota le  due principali federazioni di persone con disabilità, Fand e Fish –  hanno generato, da alcune parti, contestazioni e reazioni negative: il tema è quello degli insegnanti di sostegno, che temono tagli, e della futura applicazione delle disposizioni sui BES, per affrontare i quali i docenti dovrebbero ricevere una specifica formazione.

Fand e Fish hanno espresso apprezzamento per la recente normativa sui BES ispirata alla volontà di porre al centro dell’azione educativa la capacità di inclusione delle istituzioni scolastiche e ritengono che "le contestazioni derivano da una lettura frettolosa delle sue dichiarazioni".

Nella nota le associazioni scrivono inoltre: "Obiettivamente  vi sono degli elementi di fatto di segno opposto: saranno immessi in ruolo circa 27.000 docenti per il sostegno, sui 38.000 attualmente precari. Saranno poi garantite le nomine dei docenti precari per il sostegno relativamente a tutti gli altri casi di alunni certificati con disabilità. Non potrebbe essere altrimenti: nel 2010 la Corte Costituzionale (Sentenza 80/2010) ha stabilito in modo inequivocabile che il diritto allo studio, e quindi alle azioni di sostegno, non può essere compresso per esigenze di bilancio".

"Proprio sulla normativa BES è necessario che il ministero precisi meglio le competenze dei Gruppi di lavoro interistituzionali provinciali istituiti e dei Centri territoriali per l’inclusione. Quale ruolo avranno negli interventi a favore degli alunni con bisogni educativi speciali? E come saranno riattivati e potenziati i Gruppi di lavoro per un corretto coordinamento delle politiche locali sull’inclusione scolastica?".

Di somma importanza è la vigilanza perché sia rispettato il tetto massimo di 20, massimo 22 alunni, nelle classi frequentate da alunni con disabilità:

"In tal senso – aggiungono – vanno emanate disposizioni che ribadiscano il rispetto del numero massimo di due alunni con disabilità in ciascuna classe".

Come anche "la formazione e il miglioramento della qualità inclusiva della scuola" e "l’obbligo di formazione in servizio per tutti i docenti curricolari che hanno alunni con disabilità in classe".

"E’ in via di approvazione  una normativa sull’autovalutazione della qualità della scuola: vanno previsti anche indicatori per valutare la qualità inclusiva di classi e scuole e coinvolte le famiglie degli alunni con e senza disabilità in questa importante valutazione" conclude la nota.

Secondo la Flc Cgil, la normativa sui BES, che ammontano a più di 500.000 alunni,  avrebbe richiesto un piano di investimenti, corsi di aggiornamento per il personale, ma sono stati stanziati solo 2,7 milioni di euro, in sostenza, dicono, 2,7 euro a testa per i 100.000 docenti che lavorano sul sostegno, di cui 35.000 precari. Il ministro Carrozza ricordiamo, ha promesso di stabilizzarne 30.000 con l’organico funzionale.

Anche il piano annuale sull’inclusività, che deve essere redatto dal  Gruppo di lavoro per l’inclusione della singola istituzione scolastica entro giugno, secondo quanto prevede la circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013, e approvato all’interno del collegio dei docenti, sta provocando ansia e malumori, anche se la stessa normativa prevede che il Piano va aggiornato nel mese di settembre in base alle risorse effettivamente assegnate alla scuola.

Il Ministero ha programmato per il prossimo 26 giugno un incontro con le organizzazioni sindacali, che hanno richiesto chiarimenti anche sulla mole di lavoro che questo nuovo impegno prevede e la Flc-Cgil  nel corso dell’incontro chiederà una proroga della redazione del Piano dal 30 giugno al 30 settembre.

Decisione che in effetti alcuni uffici scolastici regionali hanno già assunto in maniera autonoma, come il Piemonte, mentre la Lombardia e le Marche hanno predisposto un form.

Anche l’USR dell’Emilia- Romagna è intervenuto sulla questione con una nota secondo la quale esiste già una legge che si occupa degli alunni con specifici bisogni educativi, ed è in vigore dal 1977, la n. 517, quindi non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il sole.
 

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