BES 2016. ISTAT: aumentano i laureati e diminuisce la dispersione scolastica

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L’ISTAT ha pubblicato il rapporto BES per il 2016: tra i capitoli c’è quello dedicato ad istruzione e formazione.

Nel 2015, la quota di 25-64enni con almeno il diploma era pari al 59,9%, una percentuale marcatamente inferiore alla media dei paesi Ue (76,5%). Anche il tasso di abbandono degli studi (14,7% nel 2015), in costante riduzione negli anni, rimane comunque ancora superiore alla media Ue (11%) ma dal 2015 è inferiore all’obiettivo nazionale di Europa 2020 (16%).

Nel 2015, migliora leggermente il gap rispetto al tasso di conseguimento di un titolo di livello terziario tra i giovani della fascia 30-34 anni (25,3%), rimanendo comunque circa 13 punti distante dalla media Ue (38,7%). L’obiettivo nazionale previsto da Europa 2020
(26-27%) è ora quindi più vicino.

Un dato particolarmente negativo è la nuova flessione, nel 2015, del livello di partecipazione degli adulti all’apprendimento permanente (7,3%), dopo la robusta crescita registrata nell’anno precedente. Persiste quindi il gap con la media dei paesi Ue (10,7%) e si allontana l’obiettivo di Europa 2020 (15%)

Nel 2015 la quota di persone di 25-64 anni con almeno il diploma superiore è cresciuta di oltre 11 punti percentuali rispetto al 2004. Il miglioramento riflette diversi fattori: la tendenza di lungo periodo ad una maggiore partecipazione all’istruzione, che vede nelle giovani generazioni livelli di istruzione molto più elevati rispetto a quelle più anziane; la riduzione dell’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione; la crescita della quota di laureati, legata anche alle riforme universitarie. Nel 2015, il tasso di abbandono del sistema formativo continua a diminuire (-0,3 punti percentuali), attestandosi al 14,7%. Cresce la
percentuale di 30-34enni che hanno conseguito un titolo universitario (+1,4 nell’ultimo anno) raggiungendo nel 2015 il 25,3%.
Si segnala anche la ripresa del tasso di passaggio dalla scuola all’università dei giovani diplomati: dopo la diminuzione rilevata nell’anno accademico 2014/2015, il valore dell’indicatore aumenta e raggiunge il 50,3% (+1,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente).
Nel 2015 oltre alla diminuzione della quota di persone che abbandonano prematuramente l’istruzione, si registra anche il calo della quota dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano (Neet4) – che scende al 25,7% (26,2% nel 2014).

Tra i risultati positivi si conferma il ruolo della scuola dell’infanzia, che svolge un compito fondamentale per l’inclusività, in particolare per i bambini di origine straniera o provenienti da famiglie in condizioni di disagio sociale. Nel 2015, pur non registrando sostanziali variazioni rispetto all’anno precedente, la partecipazione alla scuola dell’infanzia si conferma
tra le più alte in Europa, superiore al 92% per i bambini tra i 4 e i 5 anni.

Un ulteriore segnale positivo viene dall’indicatore sulla partecipazione culturale. Dopo la notevole diminuzione degli anni 2012 e 2013 e la lieve ripresa registrata nel 2014, la quota di persone che hanno svolto tre o più attività culturali è aumentata in misura significativa, attestandosi nel 2015 al 27,9%. Per il secondo anno consecutivo, aumentano le visite a musei e mostre (più di 2 punti percentuali) e la visita a siti archeologici e monumenti, mentre restano sostanzialmente stabili gli altri indicatori. Questo risultato è verosimilmente collegato all’organizzazione di varie iniziative di promozione delle attività culturali.

rapporto

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