Bermuda e canotte al bando, uno studente su due è soggetto ai divieti a scuola

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Bando alle nudità negli istituti, le scuole sono sul piede di guerra e la maggioranza degli studenti deve sottostare a regole ad hoc per la calda stagione che riguardano il vestiario.

Ma non tutti lo fanno controvoglia. In molti, però, infrangono i divieti. Per il 60% degli studenti a scuola sono vietati shorts, minigonne, bermuda e calzoncini. Stop a top e canottiere per il 51%. Quasi il 70% non potrebbe indossare ciabatte o infradito.

I casi di cronaca degli ultimi giorni, con al centro il conflitto tra studenti e dirigenti scolastici sull’abbigliamento più adeguato da indossare a scuola, sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto frequente nei nostri istituti: l’emanazione di circolari che impongono un dress code ”consono” all’ambiente scolastico, nonostante la calura tipica delle ultime settimane di lezione.

Lo dimostra un’indagine di Skuola.net su 1.500 alunni di scuole medie e superiori.

Complessivamente, infatti, almeno più della metà delle ragazze e dei ragazzi devono sottostare a qualche forma di ”divieto”, da parte della scuola, sul vestiario estivo.

Per quanto riguarda shorts, minigonne, bermuda e calzoncini, lo ”stop” alle gambe in bella vista investe addirittura il 60%.

Gli istituti sono, invece, leggermente più clementi per quanto riguarda top, canottiere e tutti quegli indumenti che lasciano scoperta la parte superiore del corpo, sebbene anche questa categoria sia
”vietata” per 1 su 2.

Neanche i piedi troppo esposti sono però tollerati tra i banchi: quasi il 70% degli studenti non potrebbe assolutamente indossare calzature da tempo libero.

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