Bermuda e canotte a scuola, gli studenti: “Significano sopravvivenza con questo caldo. Anche i docenti vanno in sandali”

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Da un lato ci sono gli studenti e dall’altra gli insegnanti e i dirigenti scolastici. Da un lato si chiede libertà di vestirsi come piace e come le temperature impongono. Dall’altro lato chi invoca il decoro, l’educazione e il rispetto. 

E’ il “solito” tormentone primaverile del dress code che accompagna le ultime settimane di scuola.

A dare l’assist alle polemiche su bermuda e canotte è stata stavolta la circolare di una scuola di Varese, che ha messo contro il dirigente scolastico e gli studenti, supportati dai genitori.

“La scuola è un ambiente educativo e un luogo istituzionale che merita adeguato rispetto e ciò implica che ciascuno lo frequenti con un abbigliamento sobrio e decoroso – si legge nella circolare – Andranno evitati bermuda, pantaloni corti, canotte e ogni altro tipo di abbigliamento adatto a contesti non scolastici”.

Canottiera e pantaloncini, con questo caldo, significano sopravvivenza, non è una questione di decoro“, ha detto Tommaso Biancuzzi, Coordinatore Rete nazionale degli studenti medi, nel corso di un’intervista rilasciata a La Repubblica.

Infatti, secondo Biancuzzi, non “ha senso parlare di dress code nel 2022, specialmente se questo diventa uno strumento di esclusione e stigmatizzazione” a discapito degli studenti.

Per il coordinatore della Rete nazionale degli studenti medi, inoltre, sarebbe giunta l’ora di dire addio ai regolamenti interni agli istituti che portano all’omologazione, perché per esempio “un ragazzo deve sentirsi libero di mettere lo smalto, così come una ragazza deve essere libera di potersi tingere i capelli d’arancione e di indossare una gonna e una canottiera“, anche considerando il fatto che nella maggior parte degli istituti italiani non sono presenti condizionatori o ventilatori.

Sdoganiamo questo tabù del corpo delle donne, le braccia scoperte sono sopravvivenza, specialmente con questo caldo“, insiste il leader degli Studenti Medi, che aggiunge: “a nessuno verrebbe mai in mente di andare a scuola in costume e  infradito, basta affidarsi al buon senso“.

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