Berlinguer, la scuola paritaria va sostenuta

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L'Ufficio Stampa degli istituti "Fiorini" di Busto Arsizio e "Montessori" di Castellanza – L’ex ministro, padre della parità scolastica, interviene all’Expo: ad accompagnarlo Mauro Ghisellini, direttore degli istituti “Olga Fiorini” di Busto Arsizio e “Montessori” di Castellanza

L'Ufficio Stampa degli istituti "Fiorini" di Busto Arsizio e "Montessori" di Castellanza – L’ex ministro, padre della parità scolastica, interviene all’Expo: ad accompagnarlo Mauro Ghisellini, direttore degli istituti “Olga Fiorini” di Busto Arsizio e “Montessori” di Castellanza

«Stanno chiudendo molte scuole paritarie per mancanza di fondi e questa è una perdita per il Paese»: non potrebbe essere più chiaro l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, a buon diritto definito il padre della parità scolastica.

Accanto a lui, in occasione del convegno ospitato ieri, venerdì 23 ottobre, all’Expo di Milano sulla figura di Maria Montessori, l’amico Mauro Ghisellini, vicepresidente dell’Opera nazionale Montessori, direttore degli istituti superiori “Olga Fiorini” di Busto Arsizio e della scuola “Montessori” di Castellanza, ma anche componente della commissione ministeriale per la parità scolastica, introdotta proprio con la legge Berlinguer del 2000. Un provvedimento storico, che ha finalmente riconosciuto il ruolo pubblico della scuola non statale.

Si tratta, precisa l’ex ministro, «di una legge di attuazione della Costituzione, che prevede la libertà di istituire scuole non solo per lo Stato: per questo oggi si parla di sistema d’istruzione nazionale, di cui fanno parte le scuole paritarie, che hanno la stessa dignità di quelle statali».

La competizione fra istituti si gioca allora sul piano della qualità, perché, come puntualizza Berlinguer, oggi presidente del Comitato per lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, «la sfida si vince se si crea un processo di qualificazione progressiva all’interno di tutte le scuole. Ciò è favorito da un’altra legge approvata durante il mio mandato ministeriale: quella sull’autonomia». Insomma, «la qualità è garantita non solo dal sistema complessivo, ma anche da ogni singolo istituto».

Certo, rimane oggi sul tavolo la questione finanziaria, perché «la legge di allora affrontava il problema del finanziamento solo sotto il profilo del diritto allo studio, da assicurare anche ai non abbienti». Il problema del sostegno economico alle scuole paritarie è perciò ancora aperto: «Non è stato risolto “in toto”, anche se ci sono alcune sovvenzioni da parte dello Stato, che interviene con cifre modiche: è su questo che occorre lavorare, in un confronto civile e sereno». Su questo fronte è impegnato in prima persona anche Ghisellini, che è da sempre in ottimi rapporti con Berlinguer e che ricopre da anni l’incarico di consulente del ministero dell’Istruzione proprio per l’attuazione della parità scolastica.

Berlinguer guarda ora con interesse alla riforma della Buona scuola, sulla quale, osserva, «il giudizio è controverso, ma sarebbe sbagliato ridurre tutto a una valutazione negativa o positiva della legge, perché tutto dipende da come sarà attuata». In altre parole, «se ci saranno forze che guardano al futuro, uscirà senz’altro qualcosa di buono; se al contrario prevarranno forze chiuse, conservatrici, la legge non funzionerà. Fermarsi a segnare gli errori con la matita rossa e blu è assolutamente sbagliato: chiediamoci invece che cosa si può fare».

Per riformare l’impianto educativo della scuola, a giudizio dell’ex ministro, è fondamentale un metodo come quello montessoriano, di cui si è parlato ieri all’Expo, nella ricorrenza dei 90 anni dell’Opera nazionale Montessori e dei 100 anni dal viaggio della grande pedagogista all’esposizione universale di San Francisco, dove presentò la sua proposta educativa. Una proposta che, sottolinea Berlinguer, «è in espansione in tutto il mondo: l’Italia non può dimostrare chiusura verso quella che è una ricchezza per il Paese. Bisogna estendere tutta la potenza del messaggio montessoriano, perché il cambiamento consiste nel valorizzare il ruolo costruttivo di chi impara nella scuola. Questo è il verbo di Maria Montessori, che ci aveva visto giusto un secolo fa».

 

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