Berlinguer: Premiare docenti che si impegnano di più, lo dissi anche vent’anni fa

di Elisabetta Tonni
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Luigi Berlinguer, cugino di Enrico, può essere considerato il padre delle riforme scolastiche.

Fu lui, allora ministro dell’Istruzione, ad aprire e dare la stura alle modifiche sul sistema dell’Istruzione. Il Corriere della Sera ha ripercorso con un’intervista che cosa è cambiato nella scuola a partire da quella riforma del ’99 “travolta dalla caduta del governo D’Alema”.

Gian Antonio Stella, penna di punta del Corriere, autore dell’intervista ricorda come reagì la classe docente: furibonda all’idea di veder introdurre un compenso aggiuntivo legato alla meritocrazia degli insegnanti. Non si trattava di pochi spiccioli: 4.236 euro di oggi cioè 353 al mese, per un totale di spesa pubblica di circa 6 milioni. Sarebbero stati destinati a un quinto degli insegnanti da selezionare con un concorsone. Risultato: l’insurrezione di 700 mila docenti, con tanto di slogan e striscioni in piazza; sembrava quasi un’assurdità: docenti che si rivoltavano a una proposta economica favorevole a loro. In realtà rifiutavano l’introduzione di un concetto di meritocrazia che potesse scardinare la compattezza della categoria con la successiva rivalità legata a motivi economici.

A ricordarlo è proprio la domanda di Gian Antonio Stella, quando rispolvera la vicenda di una maestra di Ferrara su cui titolarono i giornali: “Insegno da 23 anni e non ho bisogno certo di un concorsone per essere valutata” a cui fecero eco altri titoli, come quello dell’Ansa: “I docenti manifestano, i sei milioni a tutti“.

Ma Berlinguer non si dice pentito di quel tentativo, anche se venne sospeso proprio per la reazione dei docenti; anzi ne va orgoglioso, almeno per il fatto di aver provato a cambiare la scuola. A suo avviso, è stato proprio quel tentativo a consolidare il concetto di meritocrazia fra i docenti che lui continua a voler difendere e voler riconoscere. E domanda retoricamente: “Siamo sicuri che tutti, ma proprio tutti gli insegnanti profondano la stessa energia? Con gli stessi risultati? Sappiamo bene che non è così. E’ iniquo non riconoscere questa diversità. Insisto: l’eccezionalità dell’impegno va riconosciuta“. Aggiungendo ancora: “Questo governo di destra non è contro la valutazione: se ne frega che esista la scuola o meno. Questa è la fregatura che pagheremo. Quel tornado di polemiche ha lasciato una scia. Positiva. Prima le polemiche erano ‘se’ varare la valutazione, oggi sul ‘come’ vararla. È un passo avanti straordinario. Un po’ alla volta, in tanti anni, qualcosa è cambiato“.

Che cosa e quanto sia cambiato nella scuola, Orizzonte Scuola lo chiese all’allora ministro Berlinguer con un’intervista realizzata nel dicembre 2017, nel momento più caldo della riforma della “Buona Scuola”. Ed ecco che cosa rispose lui ai microfoni della redazione.

 

Berlinguer su riforme, noi abbiamo sconvolto equilibrio conser…

Berlinguer su riforme, noi abbiamo sconvolto un equilibrio conservatore. Legge 107 è un intruglio

Posted by Orizzonte Scuola on Friday, December 15, 2017

 

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