Berlinguer: “L’esame non funziona più, è ora di cambiarlo”

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Agenzia stampa Dire, servizio di Alessandra Migliozzi – "Servono prove nazionali diffuse durante tutto l’arco del quinquennio"

Agenzia stampa Dire, servizio di Alessandra Migliozzi – "Servono prove nazionali diffuse durante tutto l’arco del quinquennio"

L’esame di maturità così come lo conosciamo oggi l’ha inventato lui, con una riforma approvata 15 anni fa, nel 1997. E ora per l’eurodeputato Luigi Berlinguer quella prova, quella che in questi giorni sta impegnando mezzo milione di ragazzi, è giunta al capolinea, va cambiata. Ma non con "piccoli aggiustamenti". Serve una "revisione radicale della valutazione alle superiori". E non solo. Punto di partenza necessario, spiega in una intervista all’agenzia Dire, è "ridurre gli anni di studio per permettere ai nostri giovani di diplomarsi un anno prima, come i loro coetanei europei. Ma io non interverrei sulla scuola secondaria di secondo grado. Quello che va accorciato- spiega- è il primo ciclo". Poi la manutenzione dell’esame.

"Quando facemmo la riforma negli anni Novanta- ricorda Berlinguer – l’esame era ridotto a una burletta. Si portavano solo due materie. E così fin dall’inizio dell’ultimo anno i ragazzi erano incentivati a non studiare più tutto il resto. Si era abbassata inevitabilmente la qualità degli studi. Per questo abbiamo reintrodotto tutte le materie dell’ultimo anno". Ma ora è tempo di cambiare, di nuovo. Con una valutazione "diversa, più centralizzata", come si fa per esempio "in Inghilterra". Bisogna uscire dal rito "dei componimenti e delle interrogazioni orali". Insomma, dei temi e delle mappe concettuali. Servono, invece, "forme di verifica in itinere" durante il quinquennio, "centralizzate ed esterne". Come l’Invalsi, ma "su più materie e con formule diverse". Poi dovrebbe anche rimanere "una prova finale" che "non sia un’avventura come è oggi".

L’esame non funziona più, secondo Berlinguer, anche perchè "la grande maggiornaza dei ragazzi viene comunque promossa. Si spendono tanti soldi per promuoverli praticamente tutti. Servono delle prove nazionali molto distribuite e articolate. E poi una prova finale", parola di ex ministro.
www.dire.it

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