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Benefici legati all’invalidità, quando spettano?

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Congedo straordinario retribuito, maggiorazione invalidi e assegno ordinario di invalidità, gli opportuni chiarimenti ai dubbi dei lettori.

In questo articolo cercheremo di rispondere a domande che i nostri lettori ci pongono sull’invalidità e sui benefici ad essa legati. Partendo dalla maggiorazione contributiva per gli invalidi e passando anche per tutte le agevolazioni previste per chi ha certificazione di invalidità civile.

Maggiorazione contributiva invalidi

  •  Salve sono L. ho letto la mail sulla invalidità e pensione . Le spiego avendo invalidità al 74 spetta l’agevolazione contributiva figurativa di 2 mesi ?? Lei parlava di invalidità superiori al 74.

La maggiorazione contributiva che riconosce 2 mesi di contributi figurativi ogni anno lavorato con i requisiti sanitari previsti dalla legge, spetta solo con invalidità civile superiore al 74%. E’ riconosciuta, quindi, solo a partire dal 75% di invalidità.

Assegno ordinario di invalidità

  • Sono insegnante di scuola dell’infanzia in ruolo ormai da quasi un trentennio. Sono invalida al 70% e la patologia di cui soffro mi causa anche una zoppia tutt’altro che lieve. Ho provato a chiedere l’assegno ordinario di invalidità ma non mi è stato accettato. Cosa posso fare?

Se da 30 anni è insegnante presso la scuola pubblica, purtroppo l’assegno ordinario di invalidità non le spetta. Dal beneficio, infatti, sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego. Il beneficio spetta soltanto a lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti del settore privato (iscritti all’AGO).

Congedo straordinario

  • Vivo a Milano ed ho mia mamma, invalida con Legge 104 che vive sola a 1000 Km da casa mia. Dopo la morte di mio padre ed essendo figlio unico, sono l’unico che può assisterla. Ma posso richiedere il congedo straordinario senza prima cambiare residenza? E cambiarla solo dopo che lo stesso è stato accolto?

Con la circolare INPS 49 del 5 aprile 2019 l’INPS recepisce la sentenza della Corte Costituzionale n. 232 del 7 dicembre 2018 ed estende la possibilità di presentare domanda di congedo straordinario retribuito anche ai figli non conviventi con l’invalido. A patto che non ci siano altri familiari conviventi aventi diritto. Ma anche se la convivenza con il disabile non è richiesta al momento della presentazione della domanda, va consolidata al momento della fruizione del beneficio.

La Corte Costituzionale, infatti, nella sentenza in questione motiva la sua decisione in questo modo: ““il requisito della convivenza ex ante, inteso come criterio prioritario per l’identificazione dei beneficiari del congedo, pur rivelandosi idoneo a garantire in linea tendenziale il miglior interesse del disabile, non può considerarsi criterio indefettibile ed esclusivo, così da precludere al figlio, che intende convivere ex post, di adempiere in via sussidiaria e residuale i doveri di cura e di assistenza anche quando nessun altro familiare convivente, pur di grado più lontano, possa farsene carico”.

 

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