Bene incremento piano assunzioni CdM, ma c’è ancora troppa prudenza: Governo dimentica 31mila assunzioni

di Lalla
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Anief – Pacifico (Anief-Confedir): un segnale d’apertura rispetto alle nostre richieste e ad una situazione giuridica insostenibile, però per migliorare la scuola serve anche il ripristino di 200mila posti e di 2mila istituti autonomi cancellati negli ultimi sei anni.

Anief – Pacifico (Anief-Confedir): un segnale d’apertura rispetto alle nostre richieste e ad una situazione giuridica insostenibile, però per migliorare la scuola serve anche il ripristino di 200mila posti e di 2mila istituti autonomi cancellati negli ultimi sei anni.

Il piano di 69mila immissioni in ruolo, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, rappresenta una prima importante risposta alle recenti denunce dell’Anief sulla volontà del Governo di voler stabilizzare solo una piccola parte dei precari della scuola: grazie anche alle migliaia di ricorsi depositati presso la Corte di Giustizia Europea, il piano programmatico triennali di assunzioni, inizialmente fissato a 44mila unità, è stato infatti elevato di un terzo. Anche se va nella giusta direzione, non è tuttavia ancora sufficiente.

“Certamente – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – il sindacato non può che apprezzare la volontà del Governo di tornare ad investire sulla scuola. Ma non possiamo non rilevare che lo fa con eccessiva prudenza. Rimangono infatti ancora da assumere un terzo dei posti vacanti e disponibili, al di là delle supplenze brevi o delle esigenze sostitutive. Sono almeno 37mila i posti vacanti e disponibili solo sul sostegno , mentre il Governo si è fermato a 26mila stabilizzazioni in tre anni. Considerando anche le cattedre vacanti riguardanti le discipline curricolari, mancano complessivamente 31mila posti oggi rispetto ai 69mila previsti”.

L’Anief ricorda che non è soltanto il “vento elettorale” a rendere più attento l’atteggiamento del legislatore e del Governo al personale precario della scuola, ma anche la decisa azione giudiziaria nei tribunali della Repubblica, portata avanti con fermezza dal giovane sindacato. La stessa azione che già aveva convinto l’ex ministro Gelmini a sbloccare 67mila immissioni in ruolo dopo il blocco del piano programmatico di 150mila immissioni previsto dall’ex ministro Fioroni: centinaia di tribunali del lavoro, proprio a seguito dei ricorsi dell’Anief, hanno condannato il Miur a pagare scatti biennali, mensilità estive e risarcimenti per reiterazioni dei contratti: in media 20mila euro a precario, con punte di 150mila euro (Tribunale di Trapani), nonostante una sentenza contraria della Cassazione. Anche la Corte Costituzionale si è dovuta fermare, rinviando alla Corte di Giustizia Europea, la questione della compatibilità della deroga introdotta dalla legge 106/11 sulla stabilizzazione dei precari della scuola.

“Ben vengano allora queste immissioni – continua Pacifico – , che se portate a termine rappresentano un nuovo segnale d’apertura rispetto a una situazione giuridica insostenibile. Ma se lo Stato vuole veramente ripartire dalla centralità dell’istituzione scolastica nella vita di milioni di studenti e famiglie italiane, sono necessarie altre misure: il piano di assunzioni dovrà presto essere accompagnato dalla cancellazione della riforma Gelmini, dal ripristino di 200mila posti di docenti e Ata, prodotti dalla legge 133/2008, e di 2mila scuole autonome cancellate impropriamente negli ultimi sei anni”.

“Quella di confermare il dimensionamento delle scuole – conclude il sindacalista – è un scelta sbagliata, di cui anche questo Governo si dovrà assumere le responsabilità. Anche perché in questo modo si continua ad aggirare quanto stabilito dalla Consulta. Sarebbe stato opportuno ripristinare i valori concordati con le Regioni nel 1999: invece ora gli istituti con meno di 900 alunni saranno accorpati e perderanno il loro dirigente scolastico”.

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