Battista (CorSera): Scuola è un’emergenza nazionale; sottovalutata per troppo tempo

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Un ministro che si dimette dopo pochi mesi dall’insediamento suo e di un intero Governo è segno che qualcosa non va nel comparto di cui è stato titolare.

La scuola è stata sottovalutata per troppo tempo. E’ questo l’assunto da cui parte Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, nel fare un bilancio di quanto avviene nell’Istruzione.

Battista afferma che l’Istruzione sia al centro dell’interesse di Governo quando questo o quel ministro si avvicendano sulla poltrona di viale Trastevere.

Poi, finito il clamore mediatico, la scuola torna nell’ombra delle strategie del Paese. Neanche il discorso del presidente  Conte, che ha messo la scuola come primo punto, è servito a tenere alta l’attenzione sulla scuola nell’agenda.

Non desta dunque meraviglia che i ragazzi italiani siano agli ultimi posti in Europa – come confermato dal rapporto Ocse-Pisa – nella comprensione di un testo. Prova ne sia che, anche in questa occasione, il dibattito si è arrestato nei giorni successivi alla pubblicazione dei risultati.

In un contesto in cui le falsificazioni sono sempre più insidiose – è il ragionamento di Pierluigi Battista – ci si dovrebbe interrogare su quale sia il compito della scuola. “Gli insegnanti – scrive testualmente Battista – sono frustrati e depressi: sentono che il loro ruolo è sempre più svilito, sempre meno riconosciuto, sempre meno socialmente apprezzato per la funzione delicata che dovrebbe svolgere“.

La scuola come agenzia educativa perde colpi” scrive ancora Battista dopo aver fatto notare velatamente che i 3 miliardi richiesti e non ricevuti dal ministro Fioramonti per i quali si sarebbe dimesso sono un falso problema, perché “nessuno gli ha chiesto: per farci che cosa“.

La scuola è la cenerentola del Governo, perché sarebbe schiacciata sulle logiche del “politicismo del presente” senza comprendere che si tratta invece di “un’emergenza nazionale”.  La conclusione di questa lunga riflessione è amara. Sostiene Battista: “Poi, concluse le scaramucce nei governi, ci saranno nuove declamazioni retoriche, i discorsi delle cerimonie, gli impegni mai rispettati. Ma la scuola continuerà ad essere la cenerentola, l’ultima della lista. Come al solito“.

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