Basta con le classi pollaio, lo studente 16enne scrive al ministro Bianchi: “Che differenza c’è con le scatolette di tonno?”

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Lo studente protesta contro le classi pollaio e decide di scrivere al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Accade a Rimini e il protagonista è Marco, 16 anni. Ecco un estratto della sua missiva inviata a Bianchi resa nota da La Repubblica.

“Volevo chiederVi quale differenza ci dovrebbe essere tra gli studenti e le scatolette di tonno o di pelati da ricollocare negli scaffali del supermercato. In tutta sincerità a noi sembra nessuna: siamo trattati a tutti gli effetti come numeri e non come persone legate tra loro e legate alla classe formata in questi ultimi due anni difficili”.

Poi continua: “So che forse in questo momento ci sono problemi più seri, ma per noi il problema è che ci è stata eliminata la classe. Con una e-mail, il Preside ci comunica che ha deciso di sopprimere la nostra classe, per rispettare i numeri imposti dal Provveditorato (Ufficio Scolastico). La scuola avrebbe utilizzato il criterio del minor numero di iscritti e sembrerebbe che la nostra classe abbia un iscritto in meno delle altre. Noi studenti siamo in totale disaccordo. Arriviamo da una pandemia con conseguenze molto pesanti dal punto di vista relazionale. Nonostante le lezioni a distanza dell’anno scolastico 2020/21, quest’anno siamo riusciti a stringere i rapporti di amicizia e a costruire un gruppo unito e piacevole sia per noi studenti che per i nostri insegnanti. La nostra è una classe che ha mostrato sempre un ottimo comportamento, è sempre stata coesa, solidale e inclusiva, soprattutto nell’accompagnare, quando ce n’era bisogno, chi era più indietro o in difficoltà. Tutto questo non lo diciamo solamente noi ma lo hanno detto e scritto più volte i professori”.

Le classi pollaio

Le classi sovraffollate, note anche come classi pollaio, sono ormai una costante nella scuola italiana. Non esiste, in realtà, una definizione ufficiale. Si definisce classe pollaio una classe eccedente il limite di alunni previsto dalla normativa scolastica vigente

Sulla base della normativa vigente, (decreto PdR del 2009) i limiti sono massimo 26 alunni per classe nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie (elevabile a 27 se risultano resti nella distribuzione degli studenti per classe), 27 nelle secondarie di primo grado (elevabile a 28) e 30 nelle secondarie di secondo grado.

Per legge, quindi, un’aula è sovraffollata o meno a seconda del grado scolastico di riferimento

Recentemente sull’argomento si è espresso il ministro dell’Istruzione affermando che le classi pollaio sono solo il 2,5%: “Stiamo portando tutte le classi su una media di 18-20 alunni per classe. Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola”.

Classi pollaio, Bianchi: “Entro il 2031 ci saranno meno bimbi. Questo il vero problema. Fino al 2026 ci sarà lo stesso numero di docenti”

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