Basta compiti per casa, Parlamento europeo valida petizione dirigente scolastico Parodi

di redazione
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Il dirigente scolastico Maurizio Parodi, com’è noto, conduce da tempo una battaglia contro i compiti per casa, considerandoli controproducenti e discriminanti, nel senso che avvantaggiano quegli alunni che possono essere seguiti nello studio domestico, diversamente da chi non ha tale possibilità.

Pertanto, ha dato vita ad una Petizione per dire basta ai compiti per casa.

Il Parlamento europeo, come apprendiamo da “La Repubblica – Genova”, ha validato la petizione che sarà successivamente discussa.

Ecco come sono stati definiti, nella petizione, i compiti per casa:

sono inutili: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche…) hanno durata brevissima: non “insegnano”, non lasciano il “segno”; dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione;

sono dannosi: procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio;

sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l’ingiustizia già sofferta;

sono prevaricanti: ledono il “diritto al riposo e allo svago” (sancito dall’Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell’uomo) riconosciuto a tutti i lavoratori – e quello scolastico è un lavoro oneroso e spesso alienante: si danno anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end e “per le vacanze”;

sono impropri: costringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito più importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa);

sono limitanti: lo svolgimento di fondamentali attività formative (che la scuola non offre: musica, sport…), oltre gli orari delle lezioni, che richiedono tempo, energie, impegno, esercizio, sono limitate o impedite dai compiti a casa;

sono stressanti: molta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni…) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti; quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente;

sono malsani: portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo, è nocivo per la salute, per l’integrità fisica soprattutto dei più piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche.

Nella petizione viene anche citato l’articolo 31 della Carta internazionale dei diritti dell’infanzia, sulla base del quale gli Stati membri devono riconoscere “al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età“.

La petizione di Parodi segue la proposta del Ministro dell’educazione francese, sulla base della quale si dovrebbe allungare il tempo scuola di 15 ore mensili per far studiare in classe gli allievi.

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