“Basta chat con genitori e studenti”. A Pisa docenti protestano: “Chiamati anche durante la notte”

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Cellulare sempre attivo anche nei festivi, anche a Natale e Ferragosto. Comunicazioni utili sommerse da infinità di commenti fuori luogo o addirittura insulti.

È il mondo della chat di gruppo su Whatsapp. Non esulano da questo discorso anche quelle di classe. Prendendo spunto da quanto hanno fatto a Roma i presidi, anche a Pisa situazione analoga: basta con le chat di classe.

A La Nazione interviene Salvatore Caruso, coordinatore dei presidi di Pisa: “Alcuni insegnanti sono stati chiamati alle ore più impensabili della notte. Qualche docente poi è venuto a lamentarsi con me il mattino successivo. La maleducazione di chi esagera è lampante, ma (a mio avviso) è sbagliato anche l’approccio di tanti professori. Perché diffondere il proprio numero di cellulare? Io non autorizzo le chat, non l’ho mai fatto. Le comunicazioni della scuola devono avere un carattere ufficiale”.

E ancora: “Mi auguro che un simile provvedimento sia esteso. Ne voglio parlare con i miei colleghi. Non nego l’utilità pratica delle chat, per carità. Per le comunicazioni urgenti si tratta di uno strumento utilissimo, ma ne viene fatto un uso incontrollato, incontrollabile e spesso perfino dannoso”.

A Roma stop alle chat tra docenti e alunni. Niente messaggi anche con i genitori, con alcune eccezioni. Il vademecum dei presidi

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