Bassetti (CEI): “La Dad non sostituisce il bisogno di relazione umana. Serve un segnale forte”

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“Il Paese necessita di segnali incoraggianti verso il mondo della scuola”. Lo ha ammonito il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente di primavera che andranno avanti fino a mercoledì.

Il porporato ha dato voce anche alle riserve sulla Dad: “La didattica a distanza si è certo rivelata una risposta alternativa alla chiusura degli Istituti, ma essa non sostituisce il bisogno di relazione umana ed educativa che la scuola stessa può assicurare ai nostri ragazzi“.

Bassetti ha espresso nuovamente preoccupazione per come “la pandemia sta incidendo pesantemente sui contesti educativi delle nuove generazioni. Accanto agli anziani sono soprattutto i più giovani a vedere modificata nel profondo la loro vita quotidiana: le attività scolastiche sono condizionate dalle restrizioni; le possibilità di attività sportive ed extrascolastiche sono ridotte al minimo; le nostre stesse attività pastorali ne stanno risentendo in modo significativo“.

Il presidente dei Vescovi ha analizzato le ricadute della Dad: “Il ricorso alla cosiddetta didattica a distanza è modalità tanto doverosa nel tentativo di contenimento dei contagi, quanto complessa dal punto di vista dell’applicazione. E qui il discorso si lega alla povertà, perché la DaD ha messo in luce il doloroso divario, non solo digitale, che attraversa l’Italia al Nord come al Sud e non permette a tutti i nostri ragazzi di fruire del diritto all’istruzione a parità di condizioni. La scuola, luogo fisico e spazio della formazione completa, non si limita a dare nozioni, ma unisce, integra, include, accompagna“.

Da qui l’appello: “E’ urgente intervenire a sostegno di questi ragazzi, per non rassegnarsi a un’incolmabile disparità: da un lato coloro che potranno poi contare su una rete familiare sollecita e sulla possibilità, anche economica, di recuperare eventuali lacune; dall’altro, i “sommersi”, tutti coloro che, lasciati soli, si perderanno nelle pieghe della dispersione. In una situazione oggettivamente inedita e complicata, ci è chiesto di continuare a coltivare un rapporto educativo capace di relazione, prossimità, ascolto, attenzione, supporto, fiducia. E’ un atto di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni; è un atto cruciale di speranza“, ha concluso Bassetti.

 

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