Baricco: “Disintegrare” le classi. Valutazione? “Come nei videogiochi, percorsi brevi salendo di livello”. “L’attuale sistema destinato a collassare” e bacchetta i sindacati

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Secondo il noto scrittore sessantatreenne la scuola italiana ha necessità di un profondo cambiamento, trovandosi sull’orlo del collasso e alla quale il COVID ha dato una enorme spallata. Ma come cambiare, quali sono i punti critici?

Flessibilità, ecco il concetto base che Baricco pone al centro di una riflessione sulla scuola italiana oggi presente su Repubblica.

La scuola attuale, afferma “non è flessibile, ti costringe a una convivenza forzata con un numero molto piccolo di tuoi coetanei”.

Tra le idee innovative che lo scrittore mette sul piatto c’è la “disintegrazione del totem classe”. Realtà che esistono già in Italia, continua: “c’è l’aula di matematica, l’aula di italiano, e gli studenti girano, incrociandosi con altri studenti che fanno la stessa lezione, che seguono lo stesso segmento didattico. Anche di età diverse”.

“E poi – continua – servono segmenti didattici più corti, non l’esame dopo tre anni o la pagella ogni quattro mesi: dovremmo fare come nei videogiochi, percorsi in cui vedi la fine, salendo di livello in livello”.

Baricco, però, non si ferma soltanto a dare una ricetta su come la scuola dovrebbe essere riformata a livello di organizzazione didattica, punta il dito anche verso ciò che lui ritiene una forza centripeta che impedisce il cambiamento.

“Credo che occorra guardare con ferocia a una cosa importante: – afferma – l’assunto non toccate il sindacalismo mai, i diritti del lavoro e la tutela dei lavoratori mai. Mai, mai, mai. Però la scuola in Italia è bloccata anche per la difficoltà immensa che si ha con i sindacati della scuola”.

L’affondo di Baricco: “La Dad è stata la cosa peggiore che siamo riusciti a produrre. La scuola va cambiata profondamente”

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