Barbacci (CISL Scuola): “Un rischio l’autonomia differenziata, valorizzare l’autonomia delle scuole”

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“Ridurre i divari territoriali è uno degli obiettivi indicati nella missione 4 Istruzione e ricerca del PNRR, divari che non sono solo tra nord e sud, ma che vedono comunque nel mezzogiorno una delle aree su cui intervenire con priorità, per la scuola e non solo. Da qui la scelta di tenere a Palermo la nostra Assemblea Nazionale, nella quale il tema del superamento di disparità e disuguaglianze si inquadra in una riflessione che va oltre il perimetro delle azioni previste nel Piano di Ripresa e Resilienza, focalizzato sulla scuola secondaria”.

Sono le parole della segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci, che domani aprirà al teatro Al Massimo di Palermo i lavori dell’Assemblea Nazionale.

Una scuola che unisce” è lo slogan scelto per questo appuntamento, collocato a ridosso dell’avvio del nuovo anno scolastico e in concomitanza con altri eventi di rilievo, come la trattativa per il rinnovo del contratto, ripresa a settembre, o l’attesa per la formazione del nuovo governo e l’insediamento di un nuovo ministro a Viale Trastevere.

Per noi sarà l’occasione – sottolinea Ivana Barbacci – per ribadire fra l’altro l’esigenza di mantenere il carattere unitario e nazionale del nostro sistema scolastico, che ha bisogno di colmare divari e non di rischiare di accentuarli. Il diritto allo studio non può essere a geometria – o geografia – variabile: a tutti vanno date pari opportunità, piuttosto ci si impegni a sostenere con particolare attenzione le realtà più deboli, in gran parte presenti al sud ma individuabili anche in altre aree del Paese, ad esempio nelle periferie delle aree metropolitane. Non ci serve un’autonomia differenziata, che rischia di frammentare il sistema riproponendo tanti piccoli centralismi regionali: si valorizzi invece di più l’autonomia di cui già ogni scuola dispone, questo è uno dei temi che discuteremo nella nostra Assemblea. E gli enti locali facciano di più per le loro scuole, fornendo per esempio tutti i servizi necessari per un ampliamento del tempo scuola, altrimenti impossibile, o per garantire la frequenza di percorsi formativi fin dalla prima infanzia, in troppi casi possibile solo a scartamento ridotto”.

Al forte impegno di investimenti che contiene il PNRR – conclude la segretaria generale CISL Scuola – deve accompagnarsi anche un contestuale impegno a riconoscere adeguatamente il lavoro di tutto il personale scolastico, risorsa fondamentale e decisiva per l’efficacia e la qualità del sistema. Da qui l’urgenza di chiudere positivamente il rinnovo del contratto, primo passo per ridare giusta dignità professionale a docenti, personale ATA e dirigenti. C’è anche qui un divario da colmare, con l’Europa e con profili corrispondenti nella Pa: tutte le forze politiche hanno promesso su questo il loro impegno in campagna elettorale, le attendiamo alla prova dei fatti”.

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