Barbacci (CISL Scuola): “Sul contrasto alla dispersione cambiare rotta e aprirsi al confronto”

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Anche la Cisl Scuola interviene in merito alla polemica legata al decreto che stanzia le somme per la dispersione scolastica. 

Abbiamo denunciato in questi giorni, ahimè per l’ennesima volta, il varo di provvedimenti decisi dal Ministero senza il minimo confronto con le parti sociali, pur riguardando come in questo caso una materia – il contrasto alla dispersione – su cui ragionare e agire in termini di condivisione e di ampia alleanza è una delle condizioni necessarie per il successo delle strategie messe in campo“, dice la segretaria generale Ivana Barbacci.

Questa volta si è fatto di più e di peggio – prosegue -, ignorando del tutto anche le indicazioni del Gruppo di Lavoro scelto dal Ministero stesso per individuare le azioni utili a rendere efficace e produttivo il consistente investimento di risorse previsto dalla Missione 4 del PNRR. Da qui la comprensibile reazione, di cui già si coglievano i segnali in un precedente documento circolato nei giorni scorsi, ora sfociata in una lettera di pesantissima contestazione da parte del Gruppo di Lavoro per il modo in cui è avvenuta, col decreto 170, la distribuzione dei fondi alle scuole“.

Molte delle contestazioni coincidono con quanto da noi denunciato, riguardo alla scarsa trasparenza e congruenza dei criteri adottati per il riparto delle risorse, la cui destinazione lascia in molti casi quantomeno perplessi: ma soprattutto si conferma l’insostenibilità di un intervento che distribuisce fondi senza un chiaro progetto per il loro utilizzo, col rischio dunque di vedere compromessa l’efficacia di un così consistente investimento“, continua Barbacci.

La lettera inviata al Ministro dal Gruppo di Lavoro, insiste la sindacalista, oltre a evidenziare in modo puntuale numerose criticità, ribadisce come sia indispensabile, per un’efficace strategia di contrasto alla dispersione, agire in un contesto di “alleanze territoriali coese e permanenti tra le scuole stesse, gli enti locali, ed il terzo settore”, indicazione che risulta invece totalmente ignorata. Al Ministro viene chiesta esplicitamente una correzione di rotta, perché di fronte all’urgenza dei problemi si recuperi la capacità di “agire non solo presto, ma bene”, evitando il rischio di reiterare “un intervento a pioggia anziché avviare un’azione strutturale di lungo termine”. Guai, soprattutto, se si commettesse quella che i ragazzi di don Milani definivano come la più grande ingiustizia, “fare parti uguali fra disuguali”.

Rilanciare il valore della scuola come risorsa fondamentale di cui il Paese dispone per promuovere equità, questo l’obiettivo su cui puntare con forza ricercando in quella direzione la più ampia condivisione e costruendo le necessarie alleanze. Ecco perché sarebbe bene, a questo punto, che la correzione di rotta riguardasse anche il modo con cui vengono considerate e gestite le relazioni con le forze sociali: non dovrebbe essere difficile per il Ministro trovare la giusta direzione, gli basterebbe attenersi agli impegni assunti e sottoscritti nel Patto per la Scuola al centro del Paese“, conclude Barbacci.

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