Bandi per insegnare all’estero, requisiti di accesso. Domande probabili a metà marzo, elenco graduatorie esaurite

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Anief – Il MAECI ha illustrato ai sindacati i due distinti bandi: uno riguarda i dirigenti e l’altro riguarda i docenti e personale Ata. Le domande si faranno online, il bando verrà pubblicato verso metà marzo. La procedura prevista dal MAECI è una selezione per titoli, alla quale può partecipare il personale scolastico con contrato a tempo indeterminato in possesso di determinati requisiti, che darà luogo a distinte graduatorie per classe di concorso alle quali il MAECI attingerà di anno in anno, quando ci saranno posti vacanti da ricoprire all’estero. Il personale presente in graduatoria dovrà sostenere un colloquio d’idoneità, superato il quale potrà essere desinato all’estero.

Cliccando qui sarà possibile visionare l’elenco delle graduatorie esaurite per le quali il MAECI procederà con le prove

Le prime prove di selezione del 2019 dopo l’approvazione del D.lgs 13 aprile 2017 n° 64 sono state un disastro annunciato.

Oggi l’amministrazione ha la responsabilità e il dovere di cambiare marcia, e approvare un bando capace di dare luogo a graduatorie che durino sei anni, selezionare i migliori, garantire il diritto di tutti a partecipare alle prove e destinare all’estero il personale all’inizio dell’anno scolastico 2021/22. Bisogna fare tesoro degli errori del passato per non ripeterli.

Cosa prevede il bando illustrato dal MAECI

Requisiti per accedere alle prove: certificazione linguistica di livello B2 o superiori; corso di inter cultura o di internazionalizzazione; tre anni di servizio di ruolo nella classe di concorso per la quale si chiede di fare le prove; raggiungere un punteggio minimo di 20 punti (personale docenti e DS), dieci punti (personale ATA), tra titoli di servizio, professionali e culturali, calcolati attraverso apposita tabella titoli, allegata al bando.

Non potrà partecipare alle prove di selezione: chi nell’arco dell’intera carriera abbia già svolto più di un mandato all’estero anche se inferiore o pari a sei anni, inclusi gli anni in cui abbia avuto luogo l’effettiva assunzione in servizio; coloro che hanno svolto un mandato novennale di servizio all’estero; coloro che non possono assicurare una permanenza all’estero per sei anni scolastici a decorrere dall’anno scolastico 2021/2022.

Formulazione delle graduatorie e colloqui orali per determinare l’idoneità a svolgere servizio all’estero

La selezione per titoli è volta a formulare le graduatorie del personale che avrà in seguito accesso al colloquio di idoneità. Hanno diritto a essere collocati in graduatoria i candidati in possesso dei requisiti (punti 1-2-3) che raggiungono un punteggio minimo di 20 punti (punto 4), calcolati attraverso la valutazione dei titoli di servizio, culturali e professionali in loro possesso. Coloro i quali si collocheranno nelle graduatorie verranno in seguito sottoposti al cosiddetto colloquio d’idoneità, comprensivo dell’accertamento linguistico che si svolgerà in modalità telematica. Chi risulterà idoneo potrà essere destinato all’estero, i non idonei verranno depennati dalle graduatorie. Il colloquio accerterà l’idoneità relazionale richiesta per il servizio all’estero, il medesimo colloquio non dà luogo all’attribuzione di un punteggio, ma si conclude solo con un giudizio di idoneità o di non idoneità. Il colloquio sarà effettuato di volta in volta fino alla copertura dei posti disponibili riferiti alla specifica graduatoria. Per esemplificare: se nel 2021/22 ci saranno 3 posti disponibili per il codice SCI 002 I, il MAECI inviterà i primi tre in graduatoria a sostenere il colloquio, se i tre risultano tutti idonei saranno desinati all’estero. Se uno di loro non è idoneo, il quarto in graduatoria verrà invitato a sostenere il colloquio e così via. Una procedura bizantina e inadeguata, che non tiene conto di tante variabili, che rischia di allungare ancora di più i tempi di destinazione all’estero

La posizione e le proposte di Anief

Per Anief il servizio all’estero è mobilità professionale, quindi il bando deve essere formulato attraverso il riferimento al CCNL Scuola e non al D.lgs 64/17. Questo è il punto fermo e irrinunciabile dal quale Anief ricava la sua posizione sindacale sul bando. Anief, durante l’informativa, ha espresso la sua contrarietà alla bozza di bando illustrata, affermando che con questo tipo di selezione si va ancora una volta incontro ad un clamoroso fallimento, si avranno ancora graduatorie molto corte che si esauriranno dopo uno/due anni, le procedure previste sono farraginose, inadeguate e allungheranno i tempi della presa di servizio.

Altra previsione del bando contestata da Anief è quella che stabilisce che il colloquio orale dovrà accertare l’idoneità relazionale richiesta per il servizio all’estero attraverso una prova orale di pochi minuti svolta in per via telematica. Come, chi e attraverso quali strumenti si valuterà la competenza relazionale dei candidati?

Nel bando non c’è niente che provi a risolvere l’annoso problema degli arrivi in sede del personale dopo mesi dall’inizio dell’anno scolastico.

Ancora una volta vengono esclusi tutti coloro che hanno svolto all’estero più di 6 anni, e quelli che sono in servizio all’estero. Pare che gli errori fatti, le cui conseguenze negative sono ancora sotto gli occhi di tutti, non siano percepiti come tali dall’amministrazione.

Cosa ha proposto ANIEF:

Requisiti di accesso al colloquio: possesso della certificazione B2; due anni di servizio con contratto a tempo indeterminato oltre l’anno di prova; nessun punteggio minimo di accesso al colloquio orale.

Modalità di costituzione delle graduatorie

I candidati in possesso dei requisiti di cui al punto 1 e 2 sosterranno un colloquio orale mirante a valutare la conoscenza della legislazione italiana che gestisce la vita delle istituzioni scolastiche italiane all’estero, competenze nel campo dell’insegnamento agli stranieri, competenza linguistica. Alla prova orale la commissione attribuisce un punteggio da 10 a 20 punti. I candidati con valutazione inferiore a 10 punti non entrano in graduatoria. Il punteggio viene calcolato attraverso una griglia di valutazione predeterminata dalla commissione madre.

I candidati che superano la prova orale dichiareranno i titoli posseduti secondo la tabella allegata al bando

Il punteggio finale ottenuto da ciascun candidato sarà determinato dalla somma del punteggio della prova orale più il punteggio dei titoli di servizio, culturali e professionali. Questa proposta oltre ad essere rispettosa del CCNL, non va contro le previsioni del D.lgs 64/17, e nello stesso tempo consente a tutti di partecipare.

Rivedere la tabella dei titoli professionali e culturali adeguandola al profilo richiesto per insegnare all’estero, valorizzando in particolare i titoli per l’insegnamento agli stranieri e i titoli post laurea conseguiti all’estero.

Anief ha chiesto che ogni anno di servizio svolto all’estero dal personale docente e ATA venga valutato 2 punti, così come è previsto dal bando di selezione dei dirigenti scolastici.

Abbiamo chiesto con forza che si preveda il diritto a partecipare anche per il personale che ha superato i 6 anni di servizio all’estero, in virtù del fatto che il CCNL Scuola prevede come periodo massimo di servizio da poter svolger all’estero la quota di 15 anni. Abbiamo chiesto che si preveda il diritto a partecipare anche per il personale in servizio all’estero. Abbiamo chiesto l’istituzione di una task force per il controllo dei titoli dichiarati dal personale che si collocherà nelle graduatorie. Abbiamo chiesto che il servizio prestato all’estero sia equiparato ai corsi d’intercultura e di internazionalizzazione.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che il sindacato “ha fatto proposte inclusive, pratiche, ragionevoli, che partono dall’assunto che il servizio all’estero è mobilità professionale e tutto il personale di ruolo ha il diritto di accedere alle prove. Ora spetta all’amministrazione valutare e recepire le nostre proposte o andare allo scontro e al contenzioso nei tribunali. Ci riserviamo anche la possibilità d’impugnare il bando nel suo complesso per costringere l’amministrazione a rispettare il CCNL scuola e i diritti di tutti”.

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