Banchi a rotelle in discarica, la Dirigente scolastica: “Non li avevamo richiesti e li gettiamo perché infiammabili”

WhatsApp
Telegram

Si trasforma in un giallo la vicenda dei banchi a rotelle gettati in discarica da una scuola di Venezia, che pochi giorni fa ha catalizzato l’attenzione e rispolverato uno dei temi più controversi del primo anno di scuola all’insegna del covid.

La nostra scuola non ha mai acquistato né attraverso Consip né mediante altre procedure i 40 banchi a rotelle. Il tutto è debitamente documentato agli atti“, afferma, intervistata oggi su Il Gazzettino, la dirigente dell’Istituto Benedetti-Tommaseo di Venezia, Stefania Nociti.

Sulla vicenda, come sappiamo, è intervenuto il M5S e in particolare l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare, arrivando a prospettare anche un danno erariale per la rottamazione degli arredi.

“Venezia, banchi a rotelle in una ‘bettolina’ che vanno al macero perché inutilizzati e nessuno che se li vuole prendere. Un simbolo di una stagione che per fortuna non c’è più”, ha scritto in un post su Facebook il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, in riferimento alle scelte del governo Conte bis in materia di Covid e scuola.

Liceo butta i banchi a rotelle, Azzolina: “Vicenda nota, non ho più la voglia di rispondere”. Sasso: “Simbolo di una stagione che non c’è più”

La dirigente scolastica Nociti precisa che “esattamente il 21 luglio 2020 è stato compilato un form con cui il Benedetti-Tommaseo chiedeva 60 sedie con la ribaltina e 320 banchi tradizionali, che non sono mai stati consegnati“.

Quindi, si sarebbe trattato di un errore, dato che a novembre, al posto dell’ordine fatto dalla scuola furono consegnati i 40 banchi a rotelle oggetto della polemica, “privi di imballaggio, di documenti di accompagnamento e di scheda tecnica“, sottolinea.

Ecco allora che i banchi restano inutilizzati e inutilizzabili, per di più senza la ‘ribaltina’, più larghi dei banchi monoposto 50×70, e abbandonati in biblioteca: “Era ridotta una discarica di materiali infiammabili: ho adottato un provvedimento d’urgenza per ragioni di sicurezza prevenzione e tutela dell’incolumità di circa 1.200 studenti, 105 docenti e 50 dipendenti“, conclude Nociti.

La vicenda ha riproposto il tema fra gli addetti ai lavori: “Non è colpa di Azzolina. E comunque la si pensi, queste sono immagini brutte. Spreco di soldi dello Stato”, ha detto la preside Laura Biancato, dirigente dell’Itet “Einaudi” di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. La dirigente ha anche aggiunto.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito