Banchi a rotelle caricati su una barca per essere buttati, Biancato: “Spreco di soldi dello Stato ma non è colpa di Azzolina”

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“Non è colpa di Azzolina. E comunque la si pensi, queste sono immagini brutte. Spreco di soldi dello Stato”. La preside Laura Biancato, dirigente dell’Itet “Einaudi” di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, esprime sdegno davanti alle immagini che ritraggono decine di banchi verdi con le rotelle provenienti da un liceo di Venezia e accatastati su una barca per essere portati presumibilmente al macero.

E difende la ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, accusata da tanti di avere sprecato soldi nell’acquisto di arredi che molti non hanno gradito. In realtà le cose non stanno così e la preside Biancato sposta l’attenzione sugli stessi dirigenti. “Forse sfugge all’opinione pubblica un dettaglio”, ammette. “Le sedute innovative sono arrivate solo alle scuole che le hanno chieste. Quando nell’estate del 2020 ci fu chiesto di scegliere, avevamo una sorta di catalogo da cui attingere: banchi di diverse dimensioni e sedute innovative che, diciamolo, hanno salvato nel 2021 – 2021 più di una situazione di mancanza di spazio. Perchè scegliere le sedie con ruote e poi buttarle? E’ curioso che la polemica si sposti di nuovo su Azzolina, rea di averle semplicemente proposte a chi, senza alcune costrizione, le ha poi scelte”. Biancato usa questo tipo di banchi dal 2014, dunque da tempo non sospetto, convinta della loro utilità. “Porto avanti da tempo un pensiero sugli ambienti di apprendimento, che in sostanza promuove la necessità di variare gli arredi nelle scuole. Sfido chiunque a dire che una sedia tradizionale di legno su banco tradizionale sia comoda, dopo 5 ore e più. I ragazzi di oggi devono potersi muovere tra un’ora e l’altra e devono in ogni modo svolgere attività didattiche diverse, non sempre statiche. Non è detto che il modo migliore per imparare e per andare a scuola volentieri sia il setting di un’aula tradizionale. Anzi. Ho comprato le prime Steelcase Node appena distribuite in Italia, nel 2014, per allestire all’IC Mussolente un’alula 3.0, dove le classi potevano andare a turno per far lezione in modo non tradizionale, ma motivante e coinvolgente. Queste sedute innovative non vanno bene per restarci fermi per ore, come d’altra parte nessuna postazione, a maggior ragione le sedie di legno con banchi tradizionali. Ma possono essere utilissime in laboratori, aule speciali, spazi comuni, sale insegnanti”. Tornando alle tristi immagini con quelle sedie gettate su una barca, la preside conclude con un rammarico: “Vederle buttate in quel modo, sapendo quello che costano, fa piangere il cuore. Se lo avessi saputo, me le sarei andate a prendere. Giuro”.

Intervenendo sul profilo Facebook della dirigente Biancato assieme a tanti altri, il suo collega Salvo Amato conferma la responsabilità dei dirigenti nella scelta dei banchi. “Io non li ho scelti perché non ne avevo la necessità – scrive – Ho preso circa 200 banchi monoposto tradizionali. Rispetto la scelta di coloro che li hanno scelti perché sicuramente rientravano in un progetto didattico attivato nella propria scuola ma disapprovo coloro che li hanno scelti solo per portarle ‘a casa’ a costo zero e poi non utilizzarli o come in questo caso rottamarli. Ribadisco quanto detto da tanti colleghi e dall’allora Ministra Azzolina, nessuno è stato forzato o costretto a tale scelta, ciascuno di noi collegandosi ad una piattaforma doveva scegliere in autonomia da un menu variegato la tipologia di banco che rispondeva alle proprie esigenze”.

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