Bambino prima classe primaria, può tornare all’infanzia se i genitori lo richiedono?

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Si parla sempre di ammissione o non ammissione alla classe successiva; di passaggio tra un corso di studi all’altro nella corrispondente annualità. Eppure tra i quesiti giunti in redazione ci viene chiesto un parere su una “retrocessione”. Un passaggio dalla scuola primaria all’infanzia. Motivo? L’alunno è troppo immaturo. I dettagli.

Un Dirigente Scolastico ci chiede un parere.

Classe prima della scuola primaria: un bambino regolarmente iscritto come “alunno anticipatario” ad oggi manifesta una evidente immaturità. Sia i genitori, sia  i docenti concorderebbero nel “ritirare” il bambino dalla classe, permettendogli nuovamente la frequenza dell’ultimo anno della scuola di infanzia già in questi giorni. E’ possibile operare così?

Studenti anticipatari – Chi sono

Per anticipatario si intende quel fenomeno che riguarda i bambini che compiono i 6 anni di età tra il 1 gennaio e il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento per l’iscrizione alla classe prima della primaria.

Il fenomeno dell’anticipo dei bambini dell’ingresso alla primaria riguarda più le regioni del Sud e le Isole (4%). A Nord e al Centro la percentuale è dell’1%. [dati aggiornati al 2019]

Molte sono le teorie sull’opportunità o meno dell’anticipo dei bambini alla primaria, nel rapporto Invalsi 2017 troviamo un capitolo di analisi specifico che affronta le tematiche dei punteggi raggiunti da tali studenti nelle prove, così come a termine della V primaria.

Molto è demandato alle condizioni economico-culturali delle famiglie che hanno una profonda incidenza sull’andamento scolastico degli anticipatari, come dei bambini che hanno effettuato l’ingresso regolarmente.

Esiste, quindi, una regola sull’anticipazione?

Nel video si analizzano i risultati raggiunti dallo studio Invalsi.

Non vi è una normativa specifica sull’argomento

Un regolamento ministeriale dettagliato che descriva le dinamiche dei passaggi/iscrizione tra le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado non è stato ancora emanato. Ad oggi le fonti normative quali gli articoli 192 e 193 del TU n. 297/1994, l’ordinanza ministeriale n. 90 del 2001, il Regio Decreto n. 653/1925 non espongono la questione del passaggio in senso discendente da un ordine all’altro [da primaria all’infanzia].

L’eventuale cambio di classe andrebbe sicuramente approvato dal Consiglio di Classe che in presenza di una normativa non esaustiva potrebbe sollevare delle perplessità.

Il consiglio potrebbe essere quello di far permanere nella classe prima elementare l’alunno orientando il consiglio di classe alla stesura di un Piano didattico personalizzato. Quest’ultimo va redatto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico [ancora in tempo, entro dicembre]. La stesura del PDP può richiedere anche il contributo esterno di esperti, mentre fondamentale è la partecipazione della famiglia dell’alunno. Il dirigente scolastico firma il documento del PDP finale.

Il bambino in oggetto non ha probabilmente nessun disturbo specifico dell’apprendimento, quindi si tratterebbe di un PDP senza certificazione, anche in relazione all’età ancora prematura dell’alunno. Qualora si proceda alla stesura di un PDP, in assenza di certificazione clinica, il consiglio di classe o team di docenti deve motivare, verbalizzandole, le motivazioni che hanno determinato la personalizzazione dell’apprendimento, sulla base di considerazioni di carattere pedagogico-didattiche: tra queste sicuramente l’immaturità nelle interazioni sociali, difficoltà di apprendimento a causa del basso livello di concentrazione/attenzione etc.

Piano didattico personalizzato (PDP), che cos’è e quando si attua. FAQ Ministero – Orizzonte Scuola Notizie

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