Bambini, ragazzi, attività sportiva ed altro. Lettera

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Inviata da Lorenzo Picunio – Dice una ricerca condotta nel Veneto che una consistente minoranza dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze svolge attività organizzate di sport, danza, strumenti musicali o cori. I gruppi citati (sport, musica, danza, ecc.) comportano per le famiglie un costo non elevatissimo ma comunque significativo. Chi si assume questi impegni lo fa con forte motivazione.

Interrogati, molti dei ragazzi e ragazze che svolgono queste attività dicono che la scuola non aiuta, anzi talvolta è di ostacolo. Ora, certo che la scuola viene prima, e anche che magari qualche critica non va presa per oro colato. Ma consideriamo la funzione di collante sociale che tutte queste attività costituiscono, e quante possibilità ha la collettività di agganciare con queste attività bambini e ragazzi in situazione di disagio sociale ed economico.

Agendo sulla leva di convenzioni con le associazioni, e grazie anche alla messa a disposizione di spazi scolastici o comunque di proprietà pubblica, usando anche le associazioni di pensionati ed addirittura qualcuna delle persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza, i comuni possono sostenere queste attività associative, che a loro volta possono concordare con la scuola momenti di doposcuola, anche per sostenere alunni con difficoltà. Così si creano delle reti, formali o informali che aiutano il compito di istruzione ed educazione della scuola. E si crea motivazione, in modo particolare fra coloro che – per vari motivi – non hanno un rapporto facile con l’istituzione scolastica.

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