Bachelet (Pd), tagli enormi per l’istruzione agli adulti, governo fermi il massacro

di redazione
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dal sito dell’On Manuela Ghizzoni – “Lo schema di dpr sulle norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, che deve ricevere il parere della commissione Cultura di Montecitorio, rileva un’inquietante tabella con la previsione del taglio per l’intero comparto della scuola nell’anno scolastico 2010/2011. Per il solo personale docente, si prevede una perdita di 31.390 posti”

dal sito dell’On Manuela Ghizzoni – “Lo schema di dpr sulle norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, che deve ricevere il parere della commissione Cultura di Montecitorio, rileva un’inquietante tabella con la previsione del taglio per l’intero comparto della scuola nell’anno scolastico 2010/2011. Per il solo personale docente, si prevede una perdita di 31.390 posti”

Lo rende noto Giovanni Bachelet, deputato e presidente del Forum Istruzione del PD, che ha chiesto al Governo se si tratta di numeri definitivi. A giugno del 2009, in base al Piano Programmatico allegato allo schema di Regolamento per il riordino delle superiori, il Ministero aveva infatti fornito la già spaventosa previsione di 25.600 docenti rottamati nel solo 2010-2011, piú del doppio degli esuberi paventati per Alitalia quando il Governo decretò un molto oneroso salvataggio.

A febbraio, tuttavia, nell’allegato al Regolamento definitivo per il riordino delle superiori, la cifra era salita a 27.307: altri duemila posti in meno. Oggi, nell’allegato allo schema di dpr, firmato lo scorso ottobre dal Ragioniere Generale dello Stato, la tabella riassuntiva suggerisce addirittura 31.390 posti persi: piú di tutti gli abitanti di Lecce messi insieme.

Se il Governo non intende fermare il massacro, sarebbe auspicabile che fornisca almeno il bilancio esatto e definitivo delle vittime, in modo che esperti della scuola e giornali non continuino a riferirsi ad una cifra che, benché smisurata, potrebbe essere grossolanamente sottostimata: oltre il venti per cento in meno rispetto al taglio vero, sempre che quest’ultima tabella sia quella giusta.”

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