Azzolina: prima alunni, molta attenzione al personale. Anief, intervenga su organici

Anief: bene, ma chiediamo interventi risolutivi su organici, obbligo scolastico, reclutamento, dimensionamento senza trascurare la necessità di investire sulla valorizzazione di ogni profilo professionale della scuola dell’autonomia.

Prende corpo la linea d’azione del nuovo ministro dell’Istruzione nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale che definisce gli obiettivi del ministero per l’anno 2020, prologo della Linee programmatiche che verranno presentati nei prossimi giorni in Parlamento: studenti al primo posto. Tra gli altri temi da affrontare ci sono l’inclusione, la dispersione, l’alleanza educativa, la valorizzazione e lo sviluppo professionale del personale, il territorio, l’identità culturale, cittadina, sport ed educazione civica, l’innovazione digitale e la semplificazione amministrativa, la sostenibilità ecologica, sociale ed economica, le politiche di coesione, la formazione continua.

Marcello Pacifico (Anief): “Accogliamo con favore le intenzioni espresse dal ministro dell’Istruzione con l’Atto di indirizzo, perché toccano problemi sinora poco affrontati e sempre più centrali per migliorare l’organizzazione scolastica: tra i vari punti toccati risulta particolarmente importante l’intervento sul progressivo adeguamento in organico di diritto dei posti in deroga di sostegno. Sui concorsi, invece, riteniamo che con l’ultimo decreto-legge non si sia data una risposta definitiva alla lotta contro la precarietà e per questo chiediamo un nuovo intervento per assumere i precari docenti delle graduatorie di istituto e delle graduatorie 24 mesi. È bene che ora si vada avanti, attuando dei provvedimenti a seguire e aprendo il confronto con le parti sociali per approvare nuove leggi, in modo celere, coerenti con le indicazioni generali appena espresse”

LE LINEE D’AZIONE DELLA MINISTRA

Nel presentare le linee d’azione del dicastero di viale Trastevere, la ministra dell’Istruzione ha messo al primo posto le studentesse e gli studenti, così da dare piena attuazione all’articolo 34 della Costituzione, per “far sì che la scuola sia davvero aperta e inclusiva e che i privi di mezzi possano anche loro arrivare ai più alti gradi dello studio con il nostro aiuto. Servono più risorse per questo, ma ci sono anche tanti fondi che non sono stati spesi e che possono essere recuperati. Dobbiamo pure pensare a una didattica più innovativa e coinvolgente. Abbiamo molte buone pratiche da mettere a sistema. Ci stiamo già lavorando”, ha detto la ministra in un video postato su Facebook, spiegando i contenuti dell’Atto.

Riguardo al personale, tra le priorità indicate nel documento figura l’inclusione scolastica: “Dobbiamo aumentare il personale specializzato sul sostegno, fare più formazione e dare rapida attuazione alle nuove norme in materia. Il nuovo ciclo di specializzazione sul sostegno partirà a breve. Eredito una situazione non semplice, ma non mi tiro indietro. Ho insegnato sul sostegno e so quanto sia importante dare il giusto supporto alle famiglie e agli studenti”.

All’interno dell’Atto di indirizzo si parla, a questo proposito, di “ulteriore priorità politica risiede nell’accrescimento del livello generale di inclusività della scuola italiana, attraverso la definizione di percorsi formativi di specializzazione chiari e definiti per mezzo dei quali tutti i docenti a tempo indeterminato, anche quelli non specializzati, possano acquisire competenze in materia di didattica e metodologia inclusiva”. Inoltre, “sarà necessario, per il personale docente ed educativo, definire all’interno del nuovo Contratto di lavoro il monte ore annuale obbligatorio per la formazione e assicurare, attraverso opportuni monitoraggi, la qualità dell’offerta”.

Nell’Atto di indirizzo Azzolina sostiene che “occorre rendere certi e definiti i percorsi di formazione iniziale e di accesso alla professione docente, attraverso procedure di abilitazione e concorsuali stabili nel tempo”. Ma anche che bisogna porre la massima attenzione nella programmazione comunitaria 2021-2027, dando priorità alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, al potenziamento delle dotazioni tecnologiche delle scuole, con un’attenzione particolare alla formazione del personale docente e del personale tecnico e amministrativo, per un maggior rafforzamento e per una qualificazione professionale dello stesso, al potenziamento delle competenze degli studenti, compresi gli adulti, all’inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica”. Importante è anche l’impegno sull’attività fisica alla primaria: “l’Amministrazione centrale avvia, inoltre, la necessaria attività istruttoria per poter introdurre, nella scuola primaria, il docente specializzato di educazione motoria”. Infine, la titolare del ministero dell’Istruzione si dice intenzionata ad operare per “l’abbattimento della burocrazia per le scuole”.

LA POSIZIONE DELL’ANIEF

Anief accoglie con favore gli impegni presi dalla ministra dell’Istruzione, con una riserva netta, però, sulle politiche legale al reclutamento. Prima di tutto perché mettono al centro dell’azione gli studenti. Senza però dimenticare le necessità del personale. Ad iniziare dai docenti da specializzare sul sostegno, essendovi quasi 80 mila cattedre libere, l’80 per cento delle quali continuano ad essere assegnate a supplenti privi del titolo di didattica speciale, conseguito presso una struttura universitaria autorizzata. È bene, quindi, allargare la platea di partecipanti ai corsi, anche arrivando a far cadere, almeno in questa fase di estrema esigenza, l’accesso a numero chiuso che ancora una volta ha segnato il bando del V ciclo del Tfa sostegno appena emanato.

A proposito delle procedure di abilitazione e concorsuali, da rendere “stabili nel tempo”, Anief concorda, auspicando tuttavia correzioni immediate al decreto scuola, la Legge 159/2019, che prevedano un allargamento della platea dei partecipanti alle procedure selettive riservate, anche di altre figure professionali non previste. Oltre che ricordare della presenza nelle varie graduatorie di oltre mezzo milione di supplenti, parte dei quali già selezionati e formati, ma lasciati volutamente ai margini. A questo scopo, sarebbe utile approvare gli emendamenti chiesti dall’Anief al decreto Milleproroghe.

Il giovane sindacato concorda anche sulla necessità di investire nella formazione del personale di ruolo: un motivo in più, però, per assumere i tanti docenti già abilitati all’insegnamento, reputati idonei a seguito di regolari concorsi pubblici e con oltre 36 mesi di servizio svolto, che per vari oscuri motivi continuano ad essere lasciati fuori dalla stabilizzazione, pur in presenza di ampia disponibilità di cattedre vacanti. È bene anche, tuttavia, che si recepiscano le risorse utili a tale scopo, considerando l’intenzione della ministra di formalizzare un monte orario, utile a tale scopo, all’interno del Contratto di lavoro: non sarebbe accettabile, infatti, introdurre ulteriori oneri professionali, mantenendo sempre gli stipendi all’attuale livello, ben al di sotto della media europea e anche del costo della vita in Italia.

Ben venga anche la formazione del “personale tecnico e amministrativo”: investire su tali figure, tuttavia, presuppone che si operi finalmente a favore dell’introduzione dei profili professionali dell’Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell’Area As (Servizi Scolastici), i quali ad oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Miur, contraddicendo quanto previsto dal Ccnl. Oltre che del recupero dei 50 mila posti di personale Ata tagliati negli ultimi 10 anni, più della metà dei quali collaboratori scolastici, con una riduzione media di 3-4 unità per ogni istituto. Come trova appoggio totale del sindacato l’intenzione di introdurre nella scuola primaria, il docente specializzato di educazione motoria, passaggio inevitabile per elevare il livello di insegnamento di una disciplina fondamentale ai fini della sana crescita dei bambini.

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