Azzolina preoccupata per ragazzi costretti a lasciare la scuola per lavorare

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Con una crisi economica alle porte, il pericolo maggiore invece è quello di avere ragazzi costretti a lasciare la scuola per cercare lavoro.

A paventare questo scenario è la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a conclusione di un concetto tutto incentrato sulle questioni di gestione dei rapporti politici fra maggioranza e opposizione. E’ lei stessa a definire stucchevoli le polemiche che ruotano sui banchi con le rotelle e sulla durata delle ore didattiche.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa il Ministro afferma: “Abbiamo messo 6 miliardi sulla scuola da inizio anno 2,9 miliardi solo per settembre, ma siamo a un punto di svolta: gli investimenti europei per la scuola italiana sono un’opportunità irripetibile”.

La Ministra pensa all’uso dei fondi europei messi a disposizione con il programma Next Generation Ue anche per combattere la dispersione scolastica. Porta come esempio ciò che è successo durante il Coronavirus in cui è stato utilizzato il principio di favorire le famiglie meno abbienti acquistando dispositivi elettronici per non far restare indietro i loro ragazzi.

Oltre a questo principio, sempre per contrastare l’abbandono della scuola, la Azzolina conta di valorizzare gli istituti tecnici e professionali che solitamente rappresentano un’apertura verso il mondo del lavoro, soprattutto in alcuni territori. E a proposito di territorio, lo storico divario che si continua a registrare fra Nord e Sud è da inquadrarsi non solo sotto l’aspetto dell’istruzione, ma nel più complessivo quadro generale del Paese.

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