Azzolina: “Non mi hanno riconfermato ministra perché ho voluto i concorsi e le scuole aperte. Ho pianto per un giorno e mezzo”

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Quasi un anno dopo l’avvicendamento a Viale Trastevere, l’ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, torna a parlare dei turbolenti giorni a capo del Ministero.

A Skuola.net, nel corso di una lunga intervista, la deputata del M5S, ritorna sula gestione della pandemia e non solo.

Lo scorso novembre è uscita l’autobiografia “La vita insegna, Dalla Sicilia al Ministero, il viaggio di una donna che alla scuola deve tutto“, in cui Azzolina racconta la (sua) verità in merito all’anno di lavoro svolto a Viale Trastevere.

Delusa per l’avvicendamento con Patrizio Bianchi (da lei voluto a capo della task force Istruzione durante i primi mesi di gestione dell’emergenza), Azzolina rivela di aver pianto a dirotto per un giorno e mezzo.

La deputata spiega i motivi del suo allontanamento: “Ho pagato due grosse battaglie che ho fatto, entrambe per gli studenti. La prima è quella di tenere il più possibile le scuole aperte, la seconda quella di aver fatto i concorsi per gli insegnanti perché credo che gli studenti abbiano diritto ad avere docenti formati. Queste due battaglie sono costate il posto da ministro, ma le rifarei mille volte”.

Sui tanto bistrattati banchi a rotelle, Azzolina spiega: “Quei banchi serviranno a svolgere cose innovative di cui la scuola ha bisogno se vuole essere al passo degli istituti scolastici del Nord Europa. Le polemiche sono nate da parte di persone che nella scuola non hanno mai messo piede”.

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