Azzolina (M5S): su sostegno solo docenti specializzati, a Sud si ritorna con il tempo pieno. Prima parte dell’intervista

di Elisabetta Tonni
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Nel giorno in cui il ministro Bussetti presenta in Senato le linee programmatiche per l’Istruzione, l’Onorevole Lucia Azzolina del Movimento 5 Stelle fa un bilancio sui tanti temi caldi della scuola. Ecco la prima parte dell’intervista

Cominciamo con il sostegno: lei contesta le assegnazioni provvisorie per i docenti di ruolo senza specializzazione

Lo studente diversamente abile ha tutto il diritto di essere trattato come lo studente normodotato. Deve avere un insegnante specializzato sul sostegno.

Ma ostacolare l’assegnazione provvisoria non penalizza gli insegnanti che vogliono riavvicinarsi a casa?

E non è mica questo il modo per risolvere il problema delle cattedre al Sud! Mi auguro di arrivare al punto di non averlo proprio il problema delle assegnazioni provvisorie a chi non è specializzato. Anzi, mi auguro che si possa avere una tale abbondanza di docenti specializzati sul sostegno da coprire tutti i posti disponibili. Il sostegno è una cosa molto seria. Gli studenti diversamente abili hanno tutti i diritti di essere trattati come gli altri. Chiaro? Non si prende un professore di matematica e lo si affida al sostegno per l’italiano solo per farlo tornare al Sud.

E come si fa a far tornare al Sud gli insegnanti?

Questo problema si risolve introducendo il tempo pieno, soprattutto nella primaria, e riducendo il numero degli studenti per classe, che serve a dare maggiore valore alla didattica. E così si creano anche più cattedre. Basta con le classi pollaio. Oltretutto è proprio al Sud che si registra una dispersione scolastica preoccupante. Si parla addirittura del 30, 40%.

Per settembre, invece, si prevede in Campania una contrazione delle cattedre.

Questa cosa sarà rivista. Chi si è candidato con il Movimento 5 Stelle lo ha fatto proprio credendo fermamente nel programma dedicato alla scuola.

Seconda parte dell’intervista

Azzolina (M5S): rivedremo bonus 500 euro, cambieremo 107, rispetto docenti è questione economica. Seconda parte intervista

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