Azzolina (M5S): no assegnazioni provvisorie sostegno senza titolo, serve classe di concorso specifica

di redazione
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Insegnare su sostegno: se ne parla in questi giorni per due motivi. Uno è la chiusura del contratto sulle assegnazioni provvisorie, l’altra la proposta dei sindacati di un corso di specializzazione sostegno per docenti con 3 annualità di servizio, di cui uno su sostegno. 

“Insegnare sul sostegno non è una passeggiata  – scrive l’On. Azzolina su Facebook – Ci vogliono qualità che sono ben diverse rispetto all’insegnare la disciplina. Ho sempre pensato che fossero due lavori completamente diversi, avendoli fatti entrambi per anni.

Mettiamoci d’accordo una volte per tutte. Ha o non ha senso prendere la specializzazione sul sostegno? Ha o non ha senso dire che in questo Paese studiare serva a qualcosa, visto che ogni giorno che passa nutro dei dubbi sempre più feroci?

Hanno o non hanno diritto gli studenti diversamente abili a personale specializzato che sappia veramente includere?

Sono domande serie e sarebbe bello ricevere delle risposte da chi prende certe decisioni.

Il sostegno – prosegue la Azzolina –  ha bisogno di una classe di concorso, non può e non deve essere un refugium peccatorum.

Questo dovrebbe interessare al MIUR e ai sindacati, riuniti nei tavoli che contano, se desiderassero una inclusione di qualità.

Una classe di concorso sul sostegno che permetta a chi voglia insegnare sul sostegno di farlo senza necessariamente passare dall’insegnamento della propria disciplina.

Non deve più esistere il concetto se un anno va bene, insegno sulla materia, se l’anno dopo non riesco c’è sempre il sostegno su cui contare, addirittura per permettere assegnazioni provvisorie senza titolo.

E la famosa continuità didattica dov’è finita?

Un anno da una parte, l’anno dopo dall’altra. Chi paga? Tutti…sia gli studenti normodotati che perdono il loro docente della disciplina che andrà a fare un altro lavoro, sia gli studenti diversamente abili ovviamente.
Così come non si permette l’assegnazione provvisoria ad un docente di matematica su fisica se non ha l’abilitazione  – conclude l’On – la stessa cosa non deve essere concessa sul sostegno. Il sostegno non è figlio di un dio minore, non è il luogo da usare e abusare a uso e consumo proprio e delle proprie esigenze personali.

Non ero d’accordo l’anno scorso con questo modo di operare e non lo sono nemmeno quest’anno.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.”

Assegnazioni provvisorie su sostegno senza titolo, condizioni e accantonamento posti

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