Per le superiori didattica a distanza fino al 2021. Azzolina: attenzione a false dichiarazioni

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AGGIORNATO DOMENICA 22 novembre 2020 ore 13. 14

Il Ministro Azzolina ha riportato su FB un post con il quale smentisce di aver già programmato rientro a scuola a gennaio, al contrario afferma di essere al lavoro per riportare studenti e studentesse in classe quanto prima.

Questo il post

L’articolo tratto da Repubblica

“La ministra dell’Istruzione ammette che sulla data di riapertura delle scuole non se la sente di indicare una data. Il 4 dicembre è dietro l’angolo e la situazione è ancora troppo incerta per pronunciazioni di qualsiasi genere.

“Non me la sento di indicare una data di riapertura. Questi sono giorni molto delicati. Spero – sono le dichiarazioni di Azzolina riportate da Repubblica.it – in un ritorno graduale a scuola”.

La gradualità dovrebbe riguardare il rientro in aula almeno nelle regioni dove la didattica a distanza interessa solo le scuole secondarie di secondo grado, almeno delle prime classi e delle quinte interessate – queste ultime – dagli esami di Stato.

Il timore che la ripartenza del paese, scuole comprese, possa portare a una terza ondata di contagi impone cautela sotto tutti i fronti. Il periodo di Natale è quello sotto osservazione con la modifica di alcuni orari per la circolazione e per le aperture degli esercizi commerciali. Per quanto si inviti alla cautela, è logico aspettarsi un aumento dell’affollamento nelle strade dovuto allo shopping natalizio anche se in forma diversa dagli altri anni.

Sebbene le scuole siano luoghi sicuri, una riapertura totale potrebbe portare nuovamente agli effetti collaterali legati ai mezzi di trasporto. Oltretutto se si riaprisse alla didattica in presenza, si andrebbe incontro a un’apertura a singhiozzo. Il calcolo, lo ha fatto anche Mario Rusconi, dell’Anp.

Ha fatto notare che la scadenza del 3 dicembre è giovedì, quindi l’ipotesi di prossima riapertura è nel fine settimana che a sua volta è prossima alla festività dell’8 dicembre (martedì) e quindi si slitterebbe al 9 dicembre per tenere aperte le scuole tredici giorni, visto che il 22 diventa l’ultimo giorno prima delle festività natalizie.

“Diciamo – ha affermato Rusconi – che riportare i licei in presenza dal 9 al 22 dicembre è un’idea priva di logica. D’altro canto non si riusciranno a mettere a posto le tre grandi criticità entro il 2020. La nostra paura è quella di non essere pronti neppure per i giorni successivi alla Befana. Non vediamo grandi lavori in corso e i dieci giorni che il Governo regalerà allo shopping natalizio sono un rischio che non ci possiamo permettere”.

Il ragionamento porta alla conclusione che una ripartenza per le scuole slitti direttamente al 7 gennaio, data su cui si sarebbero espressi favorevolmente anche i sindacati, sempre con una riapertura graduale, Covid permettendo. Non bisogna dimenticare che le se regole sanitarie non dovessero essere osservate sotto il Natale, i giorni dopo la Befana potrebbero essere proprio quelli in cui si rischia di veder risalire la curva dei contagi.”

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