Azzolina: “Didattica a distanza esempio positivo di smart working. A distanza anche collegio docenti e colloqui scuola-famiglia”

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in una lunga intervista a Il Foglio, parla dell’attualità scolastica: riapertura delle scuole, organici, rapporto con i sindacati e non solo.

“I mesi di lockdown sono stati duri ma ci hanno permesso di gettare le basi per fare quello che da troppo tempo  l’Italia si era dimenticata di fare: innovare la scuola, digitalizzare l’istruzione, trasformare il processo di formazione degli insegnanti  non in un costo per il settore ma in un investimento per il paese. E  con le cifre che abbiamo stanziato, con i 180 milioni di marzo e  aprile sommati alle altre risorse appena stanziate, possiamo dire che  i gap tecnologici presenti fino a qualche mese fa nelle scuole  italiane verranno di fatto colmati. Ma da parte dei sindacati mi sarei aspettata meno lettere di diffida e più collaborazione”.

Non riaprire le scuole “una scelta giusta che ha contribuito alla sicurezza del paese. A settembre si  riaprirà. E lo faremo con responsabilità e rispetto verso la nostra  scuola”.

“Io penso che in questi mesi gli insegnanti siano stati un esempio di  come il pubblico impiego possa contribuire a rendere il nostro paese all’altezza delle sfide di questa fase storica – sottolinea Azzolina -. Smart working, e questo vale per tutti i settori anche privati, non significa stare sul divano ma significa avere a cuore il proprio  mestiere e significa avere contezza di una questione cruciale: se  l’Italia vuole accettare la sfida dell’accelerazione del futuro,  ciascuno deve fare la sua parte”.

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“La didattica a distanza è stata un esempio a mio avviso più che positivo di smart working e ciò che posso dire e che da settembre andremo incontro alle richieste della scuola e daremo la possibilità di organizzare anche non in presenza sia i consigli dei docenti sia i colloqui tra genitori e insegnanti”, continua.

“Mi sarei aspettata in questi mesi più collaborazione da parte dei sindacati – dice ancora la ministra –. Ci siamo ritrovati di fronte a  una sfida epocale. Ci siamo ritrovati di fronte alla possibilità di  modernizzare la scuola. Ci siamo ritrovati di fronte alla possibilità  di stimolare la creatività degli insegnanti. Mi sarei aspettata da  parte dei sindacati meno lettere di diffida e più collaborazione, per  guardare verso il futuro. Mi sarei aspettata passi in avanti per  esempio nel tentativo di intercettare l’intero personale scolastico e  non soltanto quella porzione rappresentata dalle sigle sindacali. Chi  ha a cuore la scuola non deve frenare, ma deve impegnarsi a innovare.  E innovare oggi significa anche non avere paura di pronunciare una”.

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