Azzolina: “No alla folla per shopping e scuole chiuse. Dicembre non sia nuovo agosto”

Stampa

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, fa il punto su quanto sta accadendo nel mondo della scuola in vista della scadenza del DPCM (il 3 dicembre).

“Le scuole del primo ciclo sono tutte  aperte, adesso c’è una parentesi di chiusura per le scuole di chiusura
che tutti ci auguriamo sia breve. In questi giorni stiamo assistendo  ad una stabilizzazione della curva, dobbiamo essere prudenti ma se la  curva si stabilizzerà sempre di più e i contagi andranno giù, in un  momento in cui si penserà ad allentare le misure restrittive per il  Paese, anche le scuole superiori gradualmente vedranno il ritorno dei  nostri studenti”. 

“Quando la curva dei contagi si è alzata, si è chiesto a tutti i  settori del Paese, compresa la scuola, di fare un sacrificio. Tutti  gli studenti hanno diritto di stare il più possibile a scuola – ha ribadito – e se la curva discenderà gradualmente si potrà tornare in aula. E’ evidente che le Asl sono andate un po’ in affanno nelle scorse settimane, quindi anche la scuola ha dato una mano a un settore che era in difficoltà ma mi auguro sia una brevissima parentesi”.

Poi:  “Non possiamo pensare di avere strade  affollate nel pomeriggio e scuole chiuse la mattina e dobbiamo  assolutamente evitare che il mese di dicembre diventi un novello  agosto perché le conseguenze le stiamo pagando ancora oggi,  soprattutto le scuole superiori”. 

“Abbiamo un compito: essere prudenti, salvaguardando il più possibile la scuola soprattutto nel mese di dicembre e anche in quelle due settimane di fine dicembre, inizio gennaio in cui le scuole saranno chiuse – aggiunge – penso sia compito di tutti essere prudenti in quei giorni per salvaguardare le scuole”.

E ancora: “La comunità scolastica quest’estate ha lavorato incessantemente per far sì che le scuole riaprissero. Oggi il Paese ci chiede di tenere le scuole aperte perché la chiusura delle  scuole rischia di essere molto più complicata in termini di effetti sui nostri studenti che non la riapertura”. 

“Parlo di rischi a 360 gradi, non tanto sanitario in sé per sé – ha ribadito – ma di disturbi d’ansia, depressione, del futuro economico  del nostri studenti, del problema della dispersione della scuola. La  scuola non è solo un luogo di apprendimento ma è scandire il ritmo di vita dei nostri studenti”.

“Serve prudenza ma se i contagi andranno giù, e ci sarà la possibilità di allentare alcune restrizioni, mi auguro che anche le scuole superiori vedano un ritorno graduale degli studenti in classe. E dovremo essere cauti anche negli ultimi giorni dell’anno, quando le scuole saranno chiuse. Servirà prudenza da parte di tutti anche per proteggere le scuole”, ha concluso la ministra.

Stampa

Tfa sostegno VI ciclo: cosa studiare? Parliamone con gli esperti il 29 luglio