Azzolina condivide le parole di Miozzo: a scuola il rischio è accettabile. L’obiettivo rientro è più importante del Natale e Capodanno

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Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, ha scritto una lettera al quotidiano Il Foglio, chiedendo l’impegno di tutti per tornare al più presto alla scuola in presenza.

Azzolina condivide alcuni passaggi su Facebook.

“I dati veri elaborati dall’Iss e validati da studi internazionali dicono che le aggregazioni di persone generano problemi di contagio, ma le aggregazioni a rischio per i giovani (soprattutto adolescenti) sono più frequenti prima e dopo il momento scolastico.
Caro Direttore, premesso che in questa emergenza non esiste un luogo a rischio zero, dobbiamo dire con forza che la scuola è un luogo sicuro, dove il rischio è “accettabile”, dove negli ultimi mesi sono state messe in atto tutte le azioni necessarie per ridurre il rischio da contagio.
Dobbiamo però lavorare ancora molto, tutti insieme, nessuno escluso per percorrere quest’ultimo miglio considerando questo obiettivo più importante del Natale o del cenone di Capodanno.
Dobbiamo pretendere di ottenere il rafforzamento della sanità scolastica, le task force di sanitari che siano in grado di monitorare e dare risposte alle esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, dobbiamo dare risposte al problema dei trasporti e al controllo delle aggregazioni esterne.
Non dobbiamo tradire un’altra volta le aspettative dei nostri giovani, riportiamoli, a gennaio, a sedersi nel luogo a loro più familiare e amato, le aule scolastiche.”

Miozzo ribadisce: “La scuola non è un focolaio. Il problema è prima e dopo le lezioni”

Orfini: la scuola deve ripartire

“A gennaio la scuola deve ripartire in presenza per tutti. Questo è l’obiettivo e questo deve assolutamente accadere. Ci sono dei rischi? Ovviamente sì, il rischio zero non esiste. Si tratta di ridurli al minimo e lavorare da qui alla riapertura per recuperare il tempo perduto e correggere gli errori. Qualche giorno fa ho postato il video sconcertante dell’audizione di Miozzo, coordinatore del CTS, che dimostrava di ignorare i dati sui contagi a scuola. Ovviamente quanto accaduto ha fatto discutere e oggi Miozzo ha pensato bene di tornare sull’argomento con un lungo articolo sul Foglio. E lo fa parlando di “articoli di stampa orrendi che informano di numeri improbabili…numeri che non hanno alcuna referenza né validazione scientifica ma che alimentano la paura e la percezione della scuola come focolaio epidemico”.

Lo scrive su Facebook Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico. “Miozzo – prosegue – rivendica invece l’utilizzo di “dati veri” elaborati dall’Istituto superiore di sanità e validati da studi internazionali. Ha ragione? Cerchiamo di ricostruire. Gli articoli di “stampa orrendi” facevano riferimento a dati ufficiali ottenuti con un accesso agli atti al ministero dell’istruzione. Sono dunque i dati raccolti dal ministero attraverso i dirigenti scolastici che censiscono i contagli nelle singole scuole. Numeri che secondo Miozzo non hanno “alcuna referenza né validazione scientifica”. Sembra di capire che per il Cts il ministero e quindi il governo, non siano affidabili nel monitoraggio del contagio nelle scuole. Se così fosse mi sarei aspettato dal coordinatore del comitato tecnico scientifico di consulenza al governo che segnalasse per tempo il problema e chiedesse di poter disporre di dati affidabili. A quanto pare Miozzo la pensa diversamente. Ma andiamo avanti: il coordinatore del CTS fa riferimento a “dati veri”, cioè quelli forniti dall’istituto superiore di sanità. Che dati sono? Qui ci viene in soccorso una dichiarazione della ministra Azzolina che rivendica la scelta di avviare il monitoraggio interno che si sarebbe rivelato “fondamentale per le autorità sanitarie nel momento in cui in alcuni territori c’è stata una difficoltà crescente di alcune ASL ad archiviare e comunicare i numeri sui contagi”. La ministra prosegue spiegando di aver convocato una riunione subito dopo la riapertura della scuola con Istituto superiore di Sanità e Cts per condividere quei numeri”.

Orfini aggiunge: “Da questa dichiarazione si evincono due cose: la prima è che non è vero che i dati del ministero non fossero a conoscenza del CTS, come dichiarato da Miozzo in audizione in commissione. La seconda è che i “dati veri” dell’ISS presumibilmente sono ricavati dalle ASL ma anche da quelli “senza referenza né validazione scientifica” del Ministero, che secondo la Azzolina hanno integrato i buchi delle ASL. Come vedete c’è una certa inquietante confusione. E viene ancora una volta da chiedersi su che basi si preparino protocolli di sicurezza e se ne valuti l’efficacia se sui dati dei contagi c’è questo caos. Spero che nelle prossime ore si riesca a fare chiarezza. E suggerisco a Miozzo e al Governo di lavorare su questo. E magari di utilizzare con maggior rigore e trasparenza i dati. Le interviste e gli articoli pieni di retorica sull’importanza di riaprire le scuole risparmiamoceli. E soprattutto se le risparmi chi ha un ruolo tecnico. Se oggi molti ragazzi sono obbligati alla dad è perché si è sbagliato qualcosa. Lavoriamo tutti insieme per correggere quegli errori”, conclude Orfini.

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