Coronavirus, Azzolina: “Da agosto chiedo i test rapidi. La scuola non è fonte di contagio”

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La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, interviene alla trasmissione “Che tempo che fa”, in onda su Rai Tre. 

“Si è disinvestito per tanto tempo sulla scuola, ma noi, quest’estate, abbiamo investito sull’edilizia scolastica. Abbiamo 12mila cantieri in corso. Questo è stato fatto in due mesi con l’impegno di tutti. Si tratta di una piccola parte, però. Noi ci siamo preparati per tutta l’estate per questa seconda ondata”.

E ancora: “Quest’estate sull’edilizia scolastica  sono fatti molti lavori. Con i 660 milioni abbiamo aperto 12mila  cantieri e fatto sì che le scuole potessero avere 40mila aule in più. A scuola ci siamo preparati per tutta l’estate  alla seconda ondata. Certamente la scuola muove 9 milioni di  persone tra studenti e personali. E’ evidente a tutti che adesso ci  sono delle criticità, soprattutto sui trasporti. Il governo ha dato 300 milioni di euro per i trasporti. Auspico che in questo periodo si debba assolutamente intervenire in  quei settori in cui ci sono delle criticità”.

Poi: “I nostri studenti della scuola secondaria di secondo grado hanno il diritto di frequentare in presenza e di  andare a scuola in sicurezza. L’Italia è l’unico paese che dà le  mascherine a tutti gli studenti e al personale scolastico. La scuola è un ambiente più controllato rispetto ai bambini nei centri commerciali, come ho visto in Campania, o per strada in una regione dove c’è una grande dispersione scolastica. I bambini devono andare a scuola e le mamme devono avere il diritto di andare a lavorare”.

E ancora: “Io chiedo da agosto i test rapidi. Essere veloci, essere celeri, incrementare l’uso dei tamponi e rafforzare il sistema dei trasporti. E questo va fatto nel prossimo mese.  Termoscanner? La risposta è banale: se un bambino sta male lo dobbiamo sapere prima che prenda un autobus affollato. A casa va misurata la temperatura. Abbiamo scuole con 3.000 studenti a un metro di distanza fanno tre chilometri. Ma nessuno ha vietato l’uso dei termoscanner”.

Infine: “Se ci sarà da modificare le misure, sulla base di ciò che accadrà, noi lo faremo”.

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