Azione ai test di medicina, gli studenti: “Il numero chiuso ha fallito, la protezione dall’emergenza è la formazione!”

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Link Coordinamento Universitario – “Al test di oggi, ci sono circa 66.500 iscritti, per 13.000 posti disponibili. E’ inaccettabile – afferma Camilla Guarino di Link Coordinamento Universitario -che venga fatta questa selezione per diventare medico, quando il nostro Servizio Sanitario Nazionale è ancora in grave emergenza per carenza di organico con la pandemia ancora in corso .

Le misure miopi intraprese durante il lockdown sono emblematiche: in varie regioni d’Italia sono stati chiamati in servizio medici in pensione, medici militari oppure anche medici neolaureati senza un’adeguata formazione. Siamo contro ogni barriera di accesso dal test di oggi al test di specializzazione del 22 di settembre, a cui parteciperanno 25.000 medici abilitati per soltanto 14.000 borse di specializzazione, limitando ulteriormente il numero di medici. Una programmazione di questo tipo è la causa dell’emergenza sanitaria che denunciavamo già l’anno scorso prima della pandemia e per questo chiediamo che, per rispondere al fabbisogno di salute reale del Paese, vengano coperte tutte le borse di specializzazione e ripensato il sistema di accesso alla facoltà di medicina e chirurgia”.

“É inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi” – dichiara Giulia Biazzo, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti –

“I test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. Il governo deve finanziare realmente l’istruzione pubblica per garantire a tutte e tutti di accedere ai gradi più alti degli studi. La pandemia inoltre ha acuito il meccanismo iniquo del test per cui la facoltà di medicina è più accessibile a chi può permettersi un affitto da trovare in una città definita solo ad ottobre dalla graduatoria, una preparazione al test non inficiata dal digital divide ed eventuali corsi di preparazione su cui spesso speculano i privati.
Inoltre, a chi si trova nello stato di quarantena gli sarà preclusa la possibilità di partecipare al test.”

“Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che nella pandemia di sono palesate drammaticamente nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità coprendo tutte le borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui fabbisogni di salute del nostro Paese, la formazione è l’unica protezione che abbiamo dall’emergenza” dichiara Giacomo Cossu, coordinatore della Rete della Conoscenza

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