Avvelena bimba per screditare scuola rivale. La Cina si avvicina? Speriamo di no.

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Dove può condurre una concorrenza spietata tra scuole? In Cina, fino all’avvelenamento di una bambina.

Dove può condurre una concorrenza spietata tra scuole? In Cina, fino all’avvelenamento di una bambina.

Nella vicenda gli ingredienti ci sono tutti: il lupo (la direttrice), la nonna, una bambina (cappuccetto rosso), lo yogurt avvelenato (che prendiamo in prestito da un’altra fiaba) e il cacciatore 

Un giorno una bella bambina dagli occhi grandi e a mandorla viene prelevata a scuola dalla nonnina, con regolare permesso.

Quest’ultima trova davanti a scuola uno zainetto abbandonato con dentro un quaderno e un barattolo di yogurt. La nonna raccoglie lo zaino e pensa di restituirlo il giorno dopo.
Cammina cammina, nonna e bambina giungono a casa.

Si sa che i bambini sono molto curiosi e la nostra nipotina lo è di più.

Infatti, non resiste a quello zainetto chiuso, deve necessariamente curiosare. Dentro trova il barattolo di yogurt, proprio al gusto che preferisce e, senza pensarci n attimo, lo apre e ne magia in un sol boccone il contenuto.

Il sapore, però, è amaro e presto la bambina sente dolori allo stomaco.

La nonna, correndo correndo, la porta in ospedale e i medici scoprono che nello yogurt c’era veleno per topi.

Presto interviene la polizia e scopre che si trattava di un piano congegnato da Shi Haixia, direttrice dell’altro asilo privato del villaggio, invidiosa per il successo dell’istituto rivale. Voleva rovinarne la reputazione perché tutti i genitori del paese mandassero i figli da lei. Suo complice un bidello che ha confessato tutto il progetto.

Per fortuna, sia la nonna che la nipotina sono salve. La disavventura si è conclusa solo con un bello spavento. 

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