Avv. Rinaldi: senza i diplomati magistrale le scuole chiuderebbero. Appello al M5S per una soluzione tempestiva

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Il Consigliere pentastellato di Biella, legale dell’Anief non per i ricorsi relativi ai diplomati magistrale, interviene sulla sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato in merito all’inserimento in GaE dei docenti con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02 e fornisce degli spunti di riflessione.

L’Avv. Giovanni Rinaldi invita i parlamentari del Movimento 5 Stelle, sin da subito e non dalla prossima legislatura come affermato dal PD, ad attivarsi per ricercare una soluzione politica della questione che riguarda migliaia di maestri e maestre della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 15.11.2017 si è pronunciata e dopo diverse sentenze (nn. 1973/2015 – 3628/2015 – 3673/2015 – 3788/2015 e 4232/2015) che avevano accolto nel merito le richieste dei ricorrenti diplomati magistrale ante 2001/2002, inserendoli in graduatoria ad esaurimento con conseguente stipula del contratto a tempo indeterminato, ha re melius perpensa, ritenuto di dover mutare orientamento giurisprudenziale in extremis.

“Ove le tesi difensive in esame fossero accolte, viceversa, non potrebbe che formarsi un nuovo consistente precariato, che allungherebbe i tempi del perseguimento del sistema previsto a regime o lo renderebbe addirittura non perseguibile”.

Il Consiglio di Stato chiuderebbe le porte, dunque, all’inserimento dei diplomati magistrale nelle graduatorie ad esaurimento rischiando di cancellare con un colpo di spugna migliaia di contratti stipulati a tempo indeterminato e gettando nello sconforto migliaia di famiglie che avevano fatto legittimo affidamento nella giurisprudenza precedente del medesimo organo giudicante e confidavano in una giustizia che operasse cum grano salis.

“La capitis deminutio per questi docenti – afferma l’Avv. Rinaldi – è incommensurabile sia in termini professionali sia umani e familiari. Danneggiata risulterebbe anche la continuità didattica.

Dal punto di vista professionale, ex abrupto, dovrebbero tornare ad essere precari, e ricollocati nelle graduatorie di istituto. L’aspetto paradossale è che continueranno a lavorare, perché c’è un immenso bisogno della loro professionalità, ma lo faranno con contratti a tempo determinato.”

L’Avv. Giovanni Rinaldi expressis verbis, fa presenti tutti gli aspetti irragionevoli della sentenza del Consiglio di Stato.

Dice: “è inaccettabile lo status quo venutosi a creare, la presenza dei diplomati magistrale è assolutamente necessaria per garantire la corretta prosecuzione dell’attuale anno scolastico, nonché l’inizio del prossimo”.

Il PD con un commento di Marco Campione della segreteria del Miur scrive: “Chissà se adesso che il Consiglio di Stato ha dato ragione al MIUR i Giornali della Sera (e non solo) che hanno titolato su “100.000 precari ancora in Gae” diranno la verità: almeno la metà non ci doveva stare e non ci starà più”.

L’Avv. Giovanni Rinaldi ribadisce: “chissà se Marco Campione sa che la scuola primaria e la scuola dell’infanzia potrebbero cessare di fornire il servizio pubblico dell’istruzione da domani stesso se non ci fossero i diplomati magistrale.
Lo sa Lei che le istituzioni scolastiche sono alla ricerca costante di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia?
Lo sa Lei che chiamano gli studenti non ancora laureati di Scienze della formazione primaria?
Lo sa Lei che alcune hanno addirittura pubblicato dei post su Facebook per ricercarli come pubblicato da La Stampa di Torino in data 05.02.2017?
Lo sa Lei che questi docenti, a seguito della sentenza Mascolo del 26.11.2014 della Corte di Giustizia Europea e della susseguente sentenza della Corte di Cassazione n. 22552 del 07.11.2016 potrebbero chiedere il risarcimento del danno per abuso reiterato della contrattazione a termine nell’uso distorto che ne ha fatto la Pubblica Amministrazione negli ultimi anni?
Quindi se con la presenza dei diplomati magistrale la scuola primaria era ed è in continuo affanno, senza di loro potremmo chiuderla. Dove lasceremo i nostri figli?”

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