Un avatar che va a scuola al posto dello studente: socializzazione e apprendimento grazie alla tecnologia robotica

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Ecco una notizia decisamente utile alla didattica e nelle disabilità più gravi, in pratica può sostituire alla grande la scuola in ospedale per i bambini impossibilitati a causa di malattie immunodeficienti a frequentare i propri compagni in ambienti assolutamente pericolosi per la loro salute come la scuola.

GB – Ecco una notizia decisamente utile alla didattica e nelle disabilità più gravi, in pratica può sostituire alla grande la scuola in ospedale per i bambini impossibilitati a causa di malattie immunodeficienti a frequentare i propri compagni in ambienti assolutamente pericolosi per la loro salute come la scuola.

Un piccolo robot, Vgo, alto un metro e venti, del peso di nove chili, che al posto delle testa ha un iPad su cui lo studente si collega da casa via Skype.

Grazie a questa sorta di avatar, che cammina lungo i corridoi della scuola, fra i banchi, fin sotto la lavagna, lo studente  assiste alle lezioni, interviene e risponde alle domande dei professori, sostiene esami e fa compiti in classe: tutto da casa e senza alcun pericolo per la sua salute.

Negli USA sono 50 i bambini affetti da allergie, malattie immunitarie, problemi cardiaci ad essere presenti – anche se virtualmente – in una classe.

Il costo del robottino non è proibitivo, ma neanche economico: costa circa 5-6 mila dollari e richiede manutenzioni annuali per circa 1200 dollari, ma nè famiglie nè scuole rifiutano a priori di investire in questo progetto, che, oltre a garantire l’istruzione di bambini più disagiati, permette loro di avere in qualche modo una vita sociale e dei compagni, cosa direi non meno importante.

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