Avanza la dematerializzazione: dalle iscrizioni online agli e-book. Italia “Smart” nel digital divide

di
ipsef

red – Intelligenti, brillanti e all’avanguardia: in Italia avanza la digitalizzazione, anche a scuola. Da quest’anno iscrizioni online, dal prossimo libri elettronici. Da quando investimenti nelle infrastrutture?

red – Intelligenti, brillanti e all’avanguardia: in Italia avanza la digitalizzazione, anche a scuola. Da quest’anno iscrizioni online, dal prossimo libri elettronici. Da quando investimenti nelle infrastrutture?

I progetti di digitalizzazione della vita quotidiana avanzano, è l’Europa a chiederlo.

A scuola ciò si è tradotto nell’imposizione alle famiglie dell’iscrizione esclusivamente online dei figli a scuola.

Ma dal 2014/15 inizierà il processo di digitalizzazione dei libri scolastici con l’ingresso dei libri di digitali nella didattica. Prima con le prime e quarte elementari, le prime medie e primi e terzi superiore, quindi nel 2016/17 il completamento del progetto. Una speranza, per i fautori di questi processi "innovativi", dopo la delusione dei libri misti.

Altra questione riguarda il "registro online" che nei giorni scorsi ha suscitato qualche polemica circa una presunta "perdita dei rapporti umani", dal momento che i genitori avranno tutto a disposizione online e nessuna esigenza (se non magari per una difesa sindacale diretta) di confrontarsi con i docenti.

A questa polemica ha risposto il Sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria: "Una modernizzazione dei mezzi di comunicazione non per forza esclude la relazione genitori – ragazzi – docenti che deve restare un tratto decisivo della nostra scuola. Non ci si può fermare al solo impulso delle informazioni: ci vuole tempo dedicato alle informazioni. La fine del supporto cartaceo non può cancellare l’educazione."

Insomma, la digitalizzazione avanza ed entreà prensantemente nelle nostrevita. Ma l’Italia è pronta?

Non tutta: la connessione web è presente solo nel 50% delle abitazioni delle "face più deboli". Mentre, tra le fasce più "elvate" Internet è presente nell’84% delle abitazioni.

Si chiama digital divide, cioè il divario esistente tra chi ha accesso a computer e Inernet e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi sono di varia natura: dal livello di istruzione, a quello economico. Ma anche: qualità dell’infrastruttura, appartenza ad aree geografiche o gruppi etnici.

Insomma, ci viene chiesto di digitalizzarci, ma non a tutti viene concesso. Forse bisognerebbe, prima, azzerare il ritardo tecnologico che vede l’Italia fanalino di coda in Europa per accessi web

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