Autonomia, un miliardo di euro in più a Veneto e Lombardia per la scuola. E’ protesta

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Quanto frutterebbe al Veneto l’autonomia in termini di finanziamenti? A darne notizia un lancio di agenzia ANSA che parla di un miliardo di euro in più per la scuola del Veneto e della Lombardia.

Un miliardo di euro in più per Veneto e Lombardia

Al Veneto grazie all’Autonomia potrebbe arrivare un miliardo di euro in più per la scuola, stesso per la Lombardia. Un bel gruzzoletto che, però, ha messo in allarme il mondo della scuola e le altre Regioni, soprattutto quelle del Sud.

Secondo l’assessore all’istruzione veneta, Donazzan, questo miliardo in più coprirebbe il gap di costo di uno studente veneto rispetto alle altre regioni. Uno studente veneto, infatti, costa 483 euro, meno che altrove. In pratica, secondo la Donazzan, la carenza degli interventi statali è stata sopperita grazie alle coperture regionali.

Resta da capire i due miliardi che andranno a Veneto e Lombardia come saranno recuperati, se tagliando alle altre regioni.

Sindacati in rivolta

L’idea del Veneto è quello di mettere in piedi lo stesso sistema dei costi standard che ha messo in ginocchio la sanità delle regioni del Sud.

Un meccanismo che ha scatenato l’allarme delle realtà sindacali:  UIL, CISL, SNALS, GILDA, COBAS, ANIEF, UNICOBAS che hanno dichiarato il loro netto dissenso nei confronti dell’autonomia delle regioni ricche.

Altra questione messa in evidenza da alcuni sindacati, è il pericolo della differenziazione salariale dei docenti del Nord e del Sud a discapito di questi ultimi, parlando anche di gabbie salariali.

Secondo il governatore della regione Campania, i docenti del Sud potrebbero subire una differenza salariale di 300 euro rispetto ai colleghi del Nord.

Per questi motivi, Unicobas Scuola e Università e il sindacato Anief proclamano uno sciopero per l’intera giornata per il prossimo 27 febbraio mentre gli studenti dell’Uds, l’Unione degli studenti, annunciano mobilitazioni per una settimana da oggi al 22 febbraio, bloccando didattica e lezioni.

La politica si mobilita

Preoccupazioni anche dal mondo politico, con il sindaco di Milano Sala che parla di “autonomia avvolta nel ministero”. Il governatore della Sicilia Nello Musumeci ha chiesto al premier Giuseppe Conte di garantire “il principio di solidarietà”.

De Luca, Governatore della Campania, ha chiesto che la sua Regione venga associataa Veneto, Lombardia e Emilia. L’obiettivo è la “difesa dell’unita’ nazionale, parità di condizioni per tutti i cittadini italiani, livelli di prestazione uguali per tutti”.

Una richiesta appoggiata anche dall’altro candidato alla segreteria del Pd, Maurizio Martina.

Il ruolo del parlamento

Preoccupazioni per il ruolo del Parlamento. Infatti, esso sarà interpellato, ma sull’intesa Stato-Regioni presentata ieri al -consiglio dei Ministri, non potrà presentare modifiche emendative, ma soltanto esprimere un parere positivo o negativo.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato non solo il coinvolgimento del Parlamento ma che esso avrà “un ruolo centrale”. Insomma non un sì o un no, come previsto.

Trattandosi di qualcosa senza precedenti e senza una norma di riferimento, le procedure saranno concordate tra Camera e Senato. In ogni caso la parlamentarizzazione, sottolinea il presidente della Commissione affari costituzionali, Giuseppe Brescia, consentirà di aprire un dibattito pubblico: “Non nascondiamoci: siamo di fronte a una riforma costituzionale mascherata” conclude Brescia”.

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