Autonomia, nodo regionalizzazione scuola. Venerdì 19 luglio nuovo vertice di Governo

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L’iter che dovrebbe condurre il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna all’autonomia differenziata, come riferito in diversi nostri articoli, si è bloccato a causa delle risorse e del capitolo scuola.

Nodo istruzione

Il problema principale riguarda il fatto che Veneto e Lombardia hanno in pratica chiesto la gestione totale dell’Istruzione, sottraendola alla competenza statale.

La bozza di accordo sull’autonomia, come già detto in altri nostri articoli, consentirebbe di gestire dagli organici, ai concorsi, alla contrattazione integrativa:

  • bandendo concorsi e trasformando i docenti in impiegati regionali
  • aumentando i fondi per le scuole con risorse regionali
  • diminuendo il numero di alunni per classe
  • regionalizzando gli USR
  • integrando gli stipendi dei docenti regionali con fondi della regione
    gestendo anche la mobilità dei docenti, con la possibilità di aumentare gli anni di permanenza a più di 5 dopo l’assunzione in regione

Il numero delle competenze richieste sarebbe stato poi ridimensionato, lasciando un terzo dei 16 punti che riguardano l’istruzione.

Tra gli aspetti maggiormente criticati l’accenno ad un aumento dei salari ai docenti che operano in regioni in cui il costo della vita è più alto e i concorsi regionali.

Nuovo vertice

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, come riferisce l’Ansa, ha convocato un nuovo vertice di Governo per  venerdì 19 luglio alle 13.00.

Vediamo se il nodo Istruzione sarà sciolto o meno e se sarà rispettato l’Accordo Governo-sindacati del 24 aprile scorso, in base al quale il sistema di Istruzione deve mantenere la propria unitarietà e il rapporto di lavoro del personale deve essere regolato dal Contratto nazionale.

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