Autonomia differenziata, UDU: parere fortemente critico del CNSU

di redazione
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Comunicato UDU – Il CNSU, su proposta del gruppo consiliare UDU, ha votato all’unanimità un parere molto critico sull’autonomia differenziata, alla luce dell’iter interlocutorio in atto tra le regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e il Governo italiano ai sensi dell’art. 116 Costituzione, comma 3, cui ha fatto seguito la richiesta di ben altre diciassette regioni.

Carlo Garau, capogruppo UDU in CNSU, sottolinea l’importanza del tema legato alla distribuzione delle risorse nell’ottica di un soddisfacimento del fabbisogno che tenga conto delle forti disparità territoriali che si riflettono sugli studenti degli atenei: “Queste disparità si riflettono sulla condizione studentesca in molteplici direzioni: dalla possibilità di usufruire di una didattica di qualità, all’istituzione di corsi di laurea a numero programmato locale, passando per l’erogazione di borse di studio e altri strumenti di welfare studentesco, all’incremento/decremento della contribuzione studentesca. In merito a questi aspetti assume certamente rilevanza la scelta di riconoscere a determinate regioni un sistema di autonomia differenziata, la quale rischia di acuire ancora di più il divario tra nord e sud e risultare peggiorativa delle condizioni degli studenti.”

Si legge nel parere approvato dagli studenti: “Vista la significativa incisività dell’eventuale conclusione di tali accordi, qualora raggiunti – alla luce soprattutto del numero sempre maggiore di regioni che vogliono ricorrere al regime di autonomia differenziata – risulta centrale e necessario coinvolgere in un ampio confronto tutti i soggetti istituzionali a partire dal Parlamento. L’autonomia differenziata non è questione che riguarda unicamente le singole regioni, ma interessa l’equilibrio complessivo dello Stato incidendo inevitabilmente in settori di interesse cruciale: per quanto concerne il sistema universitario nazionale e diritto allo studio, infatti, si ritiene necessario, nell’interesse dello Stato, che la discussione non possa escludere il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, in quanto organo di massima rappresentanza universitaria istituzionale sul territorio nazionale”.

E sugli effetti che questa autonomia differenziata potrebbe generare, il CNSU non risparmia critiche e preoccupazioni. Si legge nel parere: “Per queste ragioni il Consiglio vuole porre l’accento sugli effetti che, da un’autonomia differenziata, potrebbero scaturire rispetto all’organizzazione e alla ripartizione dei fondi legati proprio al diritto allo studio: un sistema che lascia significativi spazi di autonomia tra regioni, infatti, se non bilanciato da una definizione di livelli essenziali delle prestazioni minimi garantiti su tutto il territorio nazionale, apre la strada a disuguaglianze territoriali inevitabili ancora più acute rispetto alle già presenti disparità, che sacrificherebbero eccessivamente i principi solidaristico ed egualitario, in grado di garantire il diritto ad una formazione di qualità e accessibile a tutti in tutto il territorio nazionale.”

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