Autonomia differenziata, salta blitz Lega: il testo non sarà in CDM di oggi. Ieri manifestazione contro

Non sarà in CdM, quest’oggi, il testo per avviare il processo dell’autonomia differenziata. Ieri un lungo confronto tra Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Confronto aggiornato ad una nuova riunione

Non si trova la quadra

Non c’è intesa tra le due forze di Governo sull’autonomia differenziata voluta dalla Lega. Ma fonti pentastellate raffreddano gli entusiasmi su una possibile deriva del progetto. “L’autonomia è nel contratto e si farà – dicono queste fonti alle agenzie – . Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose di fanno in due. Quindi nessun blocco”.

I temi critici, secondo fonti M5s, sono la scuola, i trasferimenti fiscali dallo Stato alle Regioni e i trasporti. Se ne discute per tre ore, ma al termine non si trova un punto di accordo. Si litiga anche sul metodo, perché i Cinque stelle vogliono un passaggio “pesante” in Parlamento, con la possibilità per le Commissioni di dare pareri e di emendare il testo. La Lega è per una soluzione più snella, perché con emendamenti pesanti si dovrebbe ripartire da zero.

Nodo sulla realizzazione

Così com’è l’autonomia sarebbe un disastro per il Sud, soprattutto se si punterà ad una distribuzione delle risorse sulla base della spesa storica. Regioni come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, che negli anni hanno intercettato la maggior parte dei finanziamenti statali, daranno un ulteriore giro di vite lasciando le regioni del Sud completamente alla deriva.

Ed, infatti, Di Maio aveva chiesto che prima di dare il via all’autonomia di queste regioni si attuasse un grande piano per il Sud. “A questo Paese – ha detto – serve un grande piano per il Sud – ha tuonato – L’unico modo corretto e coerente per affrontare l’autonomia è elaborare soluzioni per il Sud”

Si ricorda, inoltre, che nell’ultima legge di bilancio è stato scritto che il 34% delle risorse ordinario dello Stato vengano destinate alle regioni del Sud. Una cifra che, se sarà realmente assegnata, risarcirebbe soltanto in parte lo scippo delle risorse delle regioni meridionali.

Lo scontro tra Nord e Sud si gioca anche a Livello politico, con la Lega che ha il suo forte bacino di voti nelle regioni settentrionali e il Movimento 5 Stelle che, sebbene in forte calo, prende voti a Sud.

E la scuola?

Sindacati e movimenti sono concordi, sarebbe un disastro una autonomia per il settore scuola. Ieri, davanti a Montecitorio, si è svolta una manifestazione per dire no a questo rpogetto di riforma.

Secondo i manifestanti la scuola non può essere istituzionalizzata perché non è un servizio e  non si potrebbero garantire dei livelli nell’erogazione del servizio. Per i manifestanti la scuola è un interesse nazionale ed unita.

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