Autonomia differenziata, nodo scuola: stop a docenti regionali e blocco mobilità per più di 5 anni

di redazione
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Intenso e continuo il confronto sull’autonomia differenziata che sta avvenendo tra Lega e Movimento 5 Stelle e che vede al centro proprio la scuola.

La richiesta di Lombardia e Veneto

Se è vero che queste due regioni non sono le sole ad aver chiesto l’autonomia, è vero che sono le uniche due ad aver richiesto il controllo dell’istruzione.

La bozza di accordo sull’autonomia, come già detto in altri nostri articoli, consentirebbe di gestire dagli organici, ai concorsi, alla contrattazione integrativa:

  • bandendo concorsi e trasformando i docenti in impiegati regionali
  • aumentando i fondi per le scuole con risorse regionali
  • diminuendo il numero di alunni per classe
  • regionalizzando gli USR
  • integrando gli stipendi dei docenti regionali con fondi della regione
  • gestendo anche la mobilità dei docenti, con la possibilità di aumentare gli anni di permanenza a più di 5 dopo l’assunzione in regione.

Modifica di termini

Ieri il dibattito sulla scuola si è acceso su molte questioni, probabilmente sintetizzato dalle parole di Di Maio che così ha commentato “un bambino non decide in quale regione nascere”.

Secondo quanto risulta alla nostra redazione, i termini di richieste delle due regioni in questione sarebbero state rivisti al ribasso, lasciando un terzo dei 16 punti che riguardano l’istruzione.

Conte, ci sarà sintesi

Il Primo Ministro ieri è intervenuto sulla questione e gli attriti legati alle posizioni di Lega e Movimento 5 Stelle, rassicurando che il dibattito è aperto e che le divergenze esistono, ma esiste anche una possibilità di sintesi tra le posizioni.

bozza-Lombardia

bozza-Veneto

bozza-Emilia-Romagna

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