Autonomia differenziata, no dal Comune di Gravina di Puglia. La mozione

di redazione
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Comunicato Comune Gravina di Puglia – Il progetto di autonomia differenziata inquieta, e non poco. Anche per le implicazioni che potrebbe avere su fisionomia e assetto della pubblica istruzione.

Da Gravina in Puglia, città di 45.000 abitanti nel cuore della Murgia barese ma ad un tiro di schioppo da Matera capitale europea della cultura 2019, arriva un deciso e preoccupato altolà. Lo si ricava dalla mozione, già depositata in consiglio comunale e destinata ad essere discussa nella prossima seduta, su iniziativa del sindaco Alesio Valente ed a firma dei consiglieri comunali del Pd Mimmo Cardascia, Angela Moramarco, Domenico Calderoni. «La scuola pubblica italiana come delineata dai Padri costituenti – si legge nel documento – è nazionale de ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione dell’unità culturale del Paese.

L’autonomia regionale differenziata avrebbe effetti devastanti sull’identità nazionale e sull’unitarietà del sistema di istruzione che ha costituito fino a oggi il collante culturale dell’Italia». Alla premessa segue l’indicazione delle criticità lamentate: «Il cosiddetto “federalismo scolastico” porterebbe all’attuazione di 20 diversi modelli educativi, formativi ed organizzativi. Si prefigurerebbe un diritto allo studio differenziato, legato alle risorse dei territori, tale da acuire squilibri regionali e creare fratture e divisioni nel Paese». Ancora: «Attraverso la regionalizzazione del personale si giungerebbe alla disarticolazione del CCNL, dei contratti e della titolarità, che potrebbero prevedere aumenti di orario di lavoro, limitazioni alla mobilità con grave nocumento per le realtà del territorio con carenza di personale, specie quelle che presentano graduatorie esaurite, ma pure delle condizioni di formazione e reclutamento dei docenti, dei sistemi di valutazione».

Inoltre, si sostiene, «si passerebbe a subordinare l’organizzazione scolastica alle scelte politico-economiche di ogni Consiglio Regionale in grado di condizionare localmente gli organi collegiali a spese dell’autonomia scolastica contrariamente al dettato costituzionale e, non da ultimo, si prospetterebbe un enorme problema legato alla sostenibilità delle strutture specie nelle regioni economicamente in maggiore difficoltà». Da qui l’impegno, condensato nell’invito rivolto al sindaco ed all’amministrazione comunale, «a farsi portavoce presso il Governo, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica che saranno chiamati a esprimere parere sulle Intese con le Regioni, in ordine alla necessità di manifestare la chiara e netta contrarietà del Comune di Gravina in Puglia nei confronti della regionalizzazione della scuola in difesa dei principi fondamentali della Costituzione di uguaglianza e unità della Repubblica, e di aprire un dibattito in Parlamento e un confronto nel Paese che coinvolga tutti i soggetti istituzionali e della società civile, in considerazione dell’importanza di una materia che investe la vita dei cittadini e dell’intera Nazione».

mozione scuola

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